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A Molinella il mammografo mobile dell’Azienda Usl di Bologna

Continua il tour del mammografo mobile dell’Azienda USL di Bologna che sosterà fino al 28 marzo a Molinella. Il mammografo mobile, acquisito dall’Azienda lo scorso maggio grazie al contributo di 400.000 euro della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, che ha finanziato l’intero acquisto stazionerà fino al 28 marzo in Piazza Martoni da lunedì a venerdì dalle 8 alle 15.30 pronto ad accogliere le donne di età compresa fra 50 e 69 anni, invitate nell’ambito del Programma di Screening. A bordo dell’unità mobile, un Tecnico di Radiologia accoglierà le donne ed effettuerà gratuitamente la mammografia.

Sono 1300 le donne residenti a Molinella, di età compresa fra i 50 e i 69 anni, invitate, tramite lettera, ad eseguire la mammografia di screening presso l’Unità mobile dotata di mammografo digitale di ultima generazione Eventuali informazioni possono essere richieste al Centro screening dell’Azienda Usl di Bologna al numero dedicato 051 6644819, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13. L’invito effettuato rispetta l’intervallo di due anni, dal precedente screening mammografico.

1100 sono i tumori, di cui il 45% inferiori a 1 cm, diagnosticati grazie allo screening per la prevenzione del tumore della mammella, attivato dall’Azienda USL di Bologna alla fine del 1997 e arrivato al 5° round di invito. Si tratta di lesioni di piccole dimensioni: scoprirle in tempo rappresenta l’obiettivo fondamentale del programma. Più del 90% delle donne, infatti, a cui viene diagnosticato un tumore inferiore a 1 cm se trattate adeguatamente, anche a distanza di 10 anni sono libere dalla malattia. Le diagnosi di tumori maligni, nelle donne aderenti allo screening, sono progressivamente diminuite dal 6,1 al 4,7 per 1000. Dall’inizio dello screening, inoltre, è aumentata la percentuale di tumori non ancora invasivi (dal 14 al 21%), ed è diminuita la percentuale di tumori in stadio più avanzato (dal 36 al 26%). Di conseguenza la percentuale dei trattamenti chirurgici conservativi è aumentata dal 68% all’83%. Nel biennio 2005-2006 sono state invitate al programma di screening 97.364 donne e 62.909 hanno aderito.

“Il mammografo mobile – dichiara Bruno Selva, sindaco di Molinella – ha l’obiettivo di raggiungere i Comuni in maniera più capillare per sensibilizzare maggiormente la popolazione femminile e rendere più facile l’adesione all’invito del programma di screening organizzato dall’Azienda USL di Bologna”.

Il mezzo mobile, attrezzato con un mammografo digitale di ultima generazione, fa capo all’unità operativa di Senologia dell’Ospedale Maggiore di Bologna diretta da Gianni Saguatti e non necessita di appoggiarsi a nessuna struttura sanitaria.
L’indagine mammografica viene effettuata al suo interno da un tecnico radiologo, e gli esami vengono successivamente valutati da un medico dell’unità operativa di Senologia dell’ospedale Maggiore. Tutte le immagini, digitali, saranno inserite in un sistema di archiviazione delle immagini diagnostiche. Questo consente a tutte le strutture aziendali, qualora necessario, di ricevere direttamente le immagini relative agli esami diagnostici per via telematica abbattendo in questo modo tutti i tempi di trasmissione postale.

Lo screening in Emilia Romagna

Il carcinoma della mammella con il 17% del totale dei decessi neoplastici rappresenta ancora oggi il tumore più frequente nelle donne. La probabilità di ammalarsi aumenta progressivamente con l’età. Circa il 48% dei casi insorge nella fascia di età 50-69 anni.
In Emilia-Romagna 150 donne ogni 100.000 residenti ogni anno si ammalano di tumore alla mammella. In Emilia Romagna lo screening mammografico è stato attivato nel 1996
L’adesione all’invito è del 70% (su 445.088 donne invitate 312.631 hanno aderito al programma). In Italia è del 60%. Oltre l’87% delle donne con tumore della mammella sono vive dopo 5 anni. Questo risultato è tra i migliori a livello italiano ed europeo.

Dall’inizio degli screening sono stati diagnosticati 1088 carcinomi in fase iniziale e 5988 carcinomi invasivi. Le diagnosi di tumori maligni fra le donne aderenti allo screening sono progressivamente diminuite dall’8,4 ‰ al 5,3 ‰.

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