TIA: nota di Simona Arletti assessore all’Ambiente
“I consiglieri della destra sollevano strumentalmente una questione importante riguardo all’applicazione dell’Iva sulla TIA – Tariffa di Igiene Ambientale. Se la Corte Costituzionale ha stabilito che la TIA sia considerata come un tributo e, pertanto, non soggetta ad Iva, è giusto che lo Stato, che incassa l’IVA, la restituisca ai cittadini. In questo caso i ruoli delle istituzioni sono i seguenti: lo stato deve togliere la tassa ingiusta e restituire ai cittadini il maltolto. Il Comune di Modena deve pretendere che i suoi cittadini e lo stesso comune siano risarciti delle somme ingiustamente prelevate.
L’adeguamento, infatti, non riguarda solo la nostra città , ma tutta l’Italia.
Questa sentenza della Corte Costituzionale non interviene direttamente sui tributi, ma sul contenzioso esprime un principio che deve essere recepito dal Governo e le norme vanno cambiate. Pertanto, le bollette emesse il 12 agosto sono perfettamente legittime, è il Governo che deve fare il proprio dovere. Infatti l’ Iva applicata sulla TIA non viene trattenuta da Hera SpA e neanche entra, è ovvio, a far parte delle entrate del Comune di Modena. Si tratta di imposta che va allo Stato attraverso Hera che agisce come sostituto d’imposta. Quindi sarà lo Stato a dover rendere disponibili gli eventuali rimborsi per i cittadini.
I consiglieri del Popolo della Libertà hanno di certo sollevato una questione importante, peraltro già allo studio del Settore Politiche Finanziarie del Comune di Modena, ma l’ hanno indirizzata ai soggetti sbagliati. La decisione deve essere presa a livello statale e le conseguenze di ogni inadempienza ricadono sui Ministri competenti (Ambiente, Interno ed Economia).
Il Comune di Modena, dal suo canto, ha ben presente il problema e sta valutando, insieme alle reti degli altri enti locali, quali possano essere le conseguenze della sentenza della Corte Costituzionale e come possa prendere parte al dibattito a livello centrale per mettere in mora il Ministro Tremonti”.



Siamo alle solite. Gli interventi dell’opposizione sono sempre strumentalizzazioni da stigmatizzare dal sito web del Comune, una tribuna alle quale hanno accesso solo il Sindaco e gli Assessori. Per l’opposizione invece non c’è diritto di replica.
Colgo quindi l’occasione per ringraziare la Redazione di questo sito che mi concede la possibilità di replicare.
Digitando su Google (http://news.google.it/news?source=ig&hl=it&rlz=&q=tia&lr=&um=1&ie=UTF-8&sa=N&tab=wn) l’assessore Arletti potrà rendersi conto che in questi giorni la questione è stata sollevata in tutta Italia senza distinzione di colore politico a tutela dei cittadini.
Per la sinistra modenese la richiesta di informazioni per la tutela dei cittadini è invece una provocazione, una strumentalizzazione della destra.
Il tema è diventato importante solo dopo i nostri interventi. Prima però l’assessore Arletti non ha sentito il bisogno di comunicare con i cittadini per spiegare l’importanza e le conseguenze di questa sentenza della Corte Costituzionale.
D’altra parte l’assessore all’ambiente Simona Arletti non sente neppure l’esigenza di verificare le condizioni contrattuali con Hera, dopo le diverse denunce sul mancato spazzamento delle strade di Modena. Sarebbe anche interessante sapere cosa pensa degli ottimi risultati di bilancio di Hera, ottenuti in regime di monopolio a spese dei cittadini e con il consenso dell’Amministrazione comunale.
Gent7ma Dott/ssa Arletti,mi permetto di interloquire con Lei a proposito della nota sulla questione TIA.
Come Lei sa la questione,sembra,è affrontata,con interpellanze ed interrogazioni di diversa provenienza politica ed al di la delle possibili strumentalizzazioni,credo che quanto meno,a sinistra,bisogna avere idee chiare e sempre aperti al dibattito.
Il Partito Socialista ha emesso una nota a mia firma,ha espresso un parere tecnico-politico,che in gran parte coincide con l’analisi contenuta nella Sua nota.
Il Partito ha avuto modo di apprezzare le prudenti dichiarazioni del Sindaco di Modena e dell’Assessore Provinciale Vaccari,ma non ha condiviso le dichiarazione di Federambiente,nella parte dove fa riserva di continuare a considerare la TIA come una tariffa derivante da un servizio.
L’Emilia Romagna,come Lei sa,con circa 140 Comuni è passata alla TIA,una delle Regioni all’avanguardia nella gestione dei rifiuti e proprio da questa Regione deve partire una ragionevole evoluzione del Decreto Ronchi e rivedere completamente la parte fiscale.
Forse qualcuno non ricorderà “ma l’avevamo detto” e le pronucie giurisprundiaziali dovevano creare “dubbi laici”.
In conclusione la nostra attenzione è da dedicare,da subito,ad eventuali colpi di mano centrali per una sanatoria per evitare i rimborsi ai cittadini e chiedere,attraverso l’ANCI,una necessaria,per ora, disapplicazione dell’IVA sui rifiuti urbani di provenienza domestica. I Comuni devono proporre una sorta di “class action” per aiutare i cittadini ad avere indietro i soldi.Cominciare al lavorare per adeguare i regolamenti compresa la questione di possibili contratti di appalto,dato che Hera,come noto,non potrà gestire anche la parte fiscale.
Con i più distinti saluti-Mario Cardone Direttivo Provinciale Socialista