
Nella stessa giornata, la Direzione sanitaria del Policlinico, la dottoressa Giuggioli e la Presidente del GISL Carla Garbagnati Crosti, saranno disponibili per un colloquio con i malati convinti sempre più che la strategia vincente alla lotta contro la sclerodermia sia SOSTENERE PREVENIRE INFORMARE. L’informazione è infatti fondamentale per prevenire e curare questa malattia ancora poco conosciuta. La sclerodermia, che letteralmente significa “pelle dura”, è l’indurimento e l’ispessimento della cute in zone più o meno estese della superficie corporea. Nella maggioranza dei casi di malattia il primo sintomo è costituito proprio dal fenomeno di Raynaud che in alcuni pazienti può precedere anche di anni i primi segni di sclerosi cutanea. Per fenomeno di Raynaud si intendono “ mani bianche con il freddo”, un evento che può essere scatenato dal freddo o da stati emozionali e caratterizzato, nella sua espressione classica, trifasica, da pallore, cui segue cianosi e rossore. Nella maggior parte dei casi (50-90%) il fenomeno è primitivo e quindi benigno e non richiede trattamenti particolari se non sintomatici e di rassicurazione della paziente. In altri casi esso può essere secondario ad una malattia, anche allo stato clinico latente fra le quali fa spicco la Sclerodermia o Sclerosi Sistemica (SSc), una malattia del tessuto connettivo che interessa vari organi e apparati oltre la cute, le articolazioni, i polmoni, il tratto gastro-intestinale, il rene e l’apparato cardiocircolatorio.
La Reumatologia del Policlinico di Modena segue 250 malati di sclerodermia i pazienti vengono seguiti con un costante e accurato follow up. La struttura,oltre al DH dove vengono eseguite le terapie infusionali, è dotata di un ambulatorio per il trattamento delle ulcere cutanee sclerodermiche e, in collaborazione con la Cardiologia, un ambulatorio per lo screening e la terapia dell’ipertensione arteriosa polmonare associata alla sclerosi sistemica. Infine la collaborazione col Centro Interdipartimentale di ricerca delle Malattie Rare del Polmone dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ci permette di valutare attentamente anche il coinvolgimento polmonare tipico della malattia.

