Bretella, Leoni (Pdl): “Sia l’inizio della Modena-Lucca. I no di Errani e Peri ipotecano il futuro”
Il Consigliere regionale del Popolo della Libertà, Candidato capolista del PDL alle prossime elezioni regionali, Andrea Leoni, ha dichiarato: “Si alla Bretella autostradale Campogalliano Sassuolo e si al suo naturale prolungamento verso Lucca, da me da sempre sostenuto. Errani e Peri smettano di fare le barricate e sostengano insieme a noi il progetto di corridoio Tirreno Brennero.
Dal 2001, in Consiglio regionale, ho sostenuto e proposto con atti concreti il progetto della Modena Lucca, di cui la Campogalliano Sassuolo doveva essere il primo tratto. Un’ipotesi bocciata nettamente da Errani, Peri e dall’allora Presidente della Provincia Pattuzzi. Questi signori, nel 2002, rifiutarono l’offerta dell’allora governo Berlusconi e da noi sostenuta in Consiglio regionale per costruire l’autostrada. Ora è tempo che questi signori chiariscano se sono pronti o no a fare la propria parte nella realizzazione di un progetto strategico per lo sviluppo della Provincia e della Regione, e sul quale il Governo Berlusconi ha nuovamente confermato il suo impegno. La nostra posizione è coerente. La sinistra esca dall’ambiguità. La Bretella è un opera strategica per le nostre imprese e diventerà ancora più importante, se non fondamentale per Modena e il suo territorio, se sarà il primo tassello che riuscirà a far aprire uno sbocco verso la Toscana”.



LIVORNO MODENA
Il tema delle infrastrutture, e tra queste il collegamento con Modena, è stato l’oggetto del convegno presso la sede della Camera di Commercio di Modena. L’iniziativa si colloca tra i programmi frutto dell’intensa azione sinergica avviata dalle Camere di Commercio di Modena, Reggio Emilia, Lucca, Livorno e Pisa su tale tema, tenuto conto che i rispettivi territori presentano problematiche comuni. Nel corso della giornata sono stati approfonditi gli aspetti correlati alla realizzazione di un’arteria di collegamento tra le diverse realtà territoriali, opportunità di sviluppo e crescita per tutti i sistemi economici interessati. Nell’occasione il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sen. Altero Matteoli ha tenuto uno specifico intervento, unitamente ai Presidenti delle Camere di Commercio coinvolte. L’ipotesi di un collegamento autostradale tra Lucca e Modena, che sembrava accantonato dopo che si era parlato del Tambura, è tornato d’attualità, dopo che, sia il ministro Matteoli che gli Enti modenesi, hanno espresso il proprio parere positivo ad approfondire di nuovo l’argomento. Dopo le regionali si riparlerà approfonditamente del progetto e sono previste alcune varianti nella progettazione sì che potremo parlare di Livorno Modena, dato che la strada si collegherebbe direttamente alla Livorno Sestri Levante (A12). Nel XVIII secolo, quando i duchi di Modena vollero la Via Vandelli, per collegare la capitale del loro stato al mar Ligure, la Repubblica di Lucca si agganciò al progetto attraverso la ‘variante del Broglio’. Altrettanta lungimiranza, nello stesso secolo, lo stato lucchese la ebbe nel connettersi alla nuova strada Giardini-Ximenes, che rendendo carrozzabile il passo dell’Abetone, pose la media val di Serchio e Lucca sulla via principale tra la Padania centro-orientale ed il porto di Livorno. Questo ruolo di Lucca fu riconosciuto nel secolo seguente dal nuovo stato nazionale italiano. Ebbene gran parte della vecchia Statale del Brennero è divenuta oggi autostrada. Stranamente però questa autostrada si interrompe a Modena. Da lì a Livorno il progetto non è mai stato completato. Tornando al collegamento con Modena, è giusto ricordare che questo progetto di massima è sorto da quello che fu depositato da Berlusconi presso la Comunità Europea, e che nel 2000 fu presentato pubblicamente a Castelnuovo Garfagnana dall’ing. Moutier, nella sala del Parco delle Alpi Apuane, presenti e favorevoli anche alcuni Sindaci di giunte di sinistra del modenese. Tutto questo spinge ad ulteriori riflessioni. Diverse decine d’anni fa fu presentato un progetto di viabilità autostradale da Lucca a Modena da parte dell’Associazione Industriali (che auspicava nuovi collegamenti per lo sviluppo economico della provincia) e della SALT, ma questo progetto si attirò un’alzata generale di scudi – cittadini, politici e ambientalisti – poiché era veramente irrispettoso dell’ambiente essendo stato concepito su un modello autostradale assai discutibile, sul tipo della bretella autostradale Viareggio-Lucca. Passarono gli anni ed emerse un nuovo progetto più attento all’ambiente e per la maggior parte del proprio tracciato in galleria (circa l’80%). Questo ebbe fin dall’inizio un seppur timido consenso da parte di molti e, il percorso probabile fu presentato anche al Parlamento Europeo. Questo progetto di massima fu inoltre, come già detto, nel 2000 illustrato dall’ing. Moutier a Castelnuovo Garfagnana in un’affollata riunione alla quale parteciparono anche amministratori del modenese. Questo tracciato diverrebbe parte integrante di una delle più importanti autostrade europee previste: l’asse Berlino-Palermo. Si andrebbe a collegare il nord d’Europa a tutto il versante tirrenico, con importanti ricadute per le nostre aziende e, per quelle dell’Europa settentrionale che potrebbero così scegliere anche gli scali marittimi tirrenici e, cesserebbero d’essere obbligate ad usare quelli dell’Adriatico come oggi succede. L’altro beneficio, più locale, secondario e di riflesso, riguarderebbe l’alleggerimento del transito lungo la Valle del Serchio – viabilità troppo spesso ingolfata da traffico pesante e dai pendolari e servita da una vetusta rete ferroviaria. Allora, secondo Matteoli, se ne riparlerà dopo le Regionali e ha già anticipato alcune varianti nel percorso , sì che da oggi potremo parlare della Livorno Modena.
Vittorio Baccelli