
“Nel caso specifico il torrente Enza è sempre stato lasciato completamente asciutto per alcuni chilometri dopo la diga del Lagastrello che ha formato il lago Paduli ufficialmente in provincia di Massa-Carrara, che capta le acque delle sorgenti del torrente e le devia sulla sponda parmense per produrre energia, rilasciandole dopo alcuni chilometri attraverso nell’Enza stessa. In questo tratto il fiume fino a poche settimane fa era sparito, trasformandosi in una sassaia dove solo in caso di pioggie o di invaso troppo pieno venina immessa acqua. Ora Enel ha posizionato un tubo che scorre nella scarico di troppo pieno della centrale e porta acqua direttamente nel torrente. Un passaggio culturale e tecnico enorme, ma con una portata ridicola, tanto che pochi metri dopo l’acqua scompare per riafforare in parte più a valle. Per permettere la vita acquatica del torrente è necessario aumentare il deplusso minimo vitale, ora presente ma insufficiente. L’impatto della Diga è infatti stato devastante sul torrente, facendolo sparire per chilometri e ci sono voluti decenni per arrivare al posizionamente di un tubo che portasse acqua al torrente”.

