Reporter: vandali nella notte di Halloween a Pontenuovo
vi scrivo per segnalare una realtà che, se paragonata a tanti altri fatti di cronaca ben più drammatici, potrebbe sembrare non grave, ma che, se analizzata con un po’ di attenzione, credo debba portare un po’ tutti a qualche riflessione.
Abito da solo un anno a Sassuolo, nel quartiere di PonteNuovo.
Un anno fa, sempre nella notte di Halloween, io e mio marito abbiamo subito un atto di vandalismo alla nostra auto, placidamente parcheggiata in strada. I responsabili dei ragazzini, sicuramente non maggiorenni, in giro per le via della nostra città a suonare campanello dopo campanello con la richiesta tutta statunitense e per nulla europea del “dolcetto o scherzetto?”.
Bene, un anno fa, non avendo nulla di decente da dare loro abbiamo semplicemente salutato e riagganciato il citofono, ben lontani dal pensare che lo “scherzetto” sarebbe effettivamente seguito, e che si sarebbe trattato di puro vandalismo sulla nostra auto parcheggiata sulla via. Non abbiamo sporto denuncia, sottovalutando la cosa e ritenendo, credo a torto, che a nulla sarebbe servito se non a riempire con altre scartoffie i già stracomi archivi delle nostre questure.
Quest’anno, nella notte di Halloween, stanotte, al suono del campanello, siamo stati naturalmente un po’ più diffidenti e guardinghi.
Mi sono messa davanti al videocitofono in silenzio, vedendo davanti al mio cancello ragazzi decisamente un po’ cresciutelli per pensare che potessero davvero divertirsi a gironzolare sotto la pioggia alla ricerca di di qualche caramella.
Non ricevendo risposta i nostri ragazzi del “dolcetto o scherzetto” si sono dedicati a sputare a turno sul mio campanello. A quel punto ho segnalato la mia presenza facendomi sentire e, colti di sorpresa, si sono allontanati.
Mio marito, pochi minuti dopo, è sceso in strada e ha trovato questo gruppetto di 5/6 ragazzini, di età dai 13 ai 16 anni circa, fermi davanti ad un altro cancello poco più avanti dove due uomini adulti litigavano a causa loro. i toni erano piuttosto accesi, al limite della colluttazione fisica e, vista la situazione, sono scesa a mia volta chiamando nel frattempo i carabinieri e la polizia.
Un primo signore li accusava di avergli appena fatto saltare la cassetta delle lettere con un petardo (cosa che mio marito mi conferma è successo anche a casa nostra per due anni consecutivi prima che io mi trasferissi qui), il secondo cercava di calmarlo, vedendolo particolarmente agitato, sdrammatizzando con il fatto che “sono solo ragazzini minorenni”.
Ora, posto che ritengo che due adulti che litigano a certi livelli e con certi toni siano sempre e comunque in errore, chiarisco che anche io e mio marito eravamo piuttosto agitati. I ragazzetti stavano davanti a noi senza nessun timore, e nonostante io dicessi loro di avere chiamato le forze dell’ordine, non sembravano troppo preoccupati, nè tantomeno sorpresi.
I ragazzi hanno cominciato tuttavia ad allontanarsi, mentre noi gli dicevamo di averli visti, che comportarsi così non ha senso, che sarebbe il caso di andare a casa, a leggere un libro o fare qualcosa di più utile, piuttosto che stare in giro in questo modo. La loro risposta, messo qualche metro di distanza, si è sviluppata in insulti del calibro di “puttana”, “te lo metto nel c***” ed altri “francesismi” del genere.
Ora, le considerazioni che faccio sono almeno tre.
La prima: i carabinieri, che alla mia chiamata mi hanno risposto “Abbiamo già due battuglie in giro per questo motivo, stiamo ricevendo un sacco di telefonate uguali alla sua” non si sono visti. Nè durante l’episodio, nè tanto meno nelle ore successive. Idem la polizia locale. Il dubbio rispetto a questo mi nasce spontaneo: ma se ci sono state tutte queste telefonate, forse significa che non è la prima volta anche per altri cittadini. E, se è così, non sono decisamente sottodimensionate due pattuglie in giro per Sassuolo in una notte come questa che rischia di essere completamente storpiata dal suo significato originario per virare invece verso atteggiamenti tutt’altro che divertenti?
La seconda: sento spesso le persone lamentarsi del vandalismo, dei ragazzetti maleducati in giro, del fatto che ormai il mondo è cambiato e la gent se ne frega, sente gridare e gira i tacchi andando altrove. Sottinteso a queste riflessioni: i ragazzetti maleducati e i vandali non sono mai miei figli, o miei vicini, le cose gravi avvengono solo lontane da qui, in puglia, in campania, altrove.
Bene, garantisco che le urla in strada, stasera, ci sono state. Quelle dei due signori che litigavano e, purtroppo e me ne vergogno per questo, anche le mie, decisamente contrariata da questo vandalismo assurdo ad opera di ragazzetti che saranno i nostri adulti del domani. Ponte Nuovo, il quartiere così “perbene”, fatto di ville e villette, abitato da famiglie “a modo”, non ha aperto una finestra, o sollevato una tapparella, per vedere cosa succedeva. E ci sono state grida. lo garantisco. Comprese le mie, quelle di una donna. Siamo quindi noi e non “gli altri”, quelli lontani, quelli che chiamano i carabinieri e si lamentano se non vengono, le stesse persone che parallelamente, se sentono grida in strada, se ne guardano bene dal vedere se c’è bisogno di dare una mano. E siamo anche gli stessi che, di fronte a dei ragazzini che girano in strada, incappucciati come ultras della peggiore specie, non riusciamo ad ammettere che non sono “solo ragazzini minorenni”, quanto piuttosto giovani uomini, che tra pochi altri saranno i nostri uomini.
La terza: riprende la riflessione legata a noi adulti, e al nostro modo di relazionarci ai minori. Un minore che gira, anno dopo anno, per un quartiere della propria città, rigando auto, sputando sui campanelli, infilando raudi nelle cassette della posta, protetto dall’oscurità, dalla carenza di forze dell’ordine e, non da ultimo, dall’approccio tipicamente italiano al problema, fatto di indifferenza, rassegnazione e passività, NON E’ SOLO “un ragazzino minorenne”. Sono minorenni, questo sì, ma che forse in questo modo, chiedono di essere visti e, probabilmente, anche di essere contenuti.
Bene, lascio ora la discussione ad altri, nella speranza che la questione non venga esasperata ma nemmeno ridotta a pura lamentazione, sdrammatizzata a tutti i costi.
Il signore che ha preso le difese dei ragazzini mi ha detto “anche i suoi figli tra qualche anno andranno in giro a rigare le auto”.
Io prego davvero perchè questo non succeda. Io non l’ho mai fatto alla loro età. Mio marito nemmeno. Direi la quasi totalità dei miei amici, neppure. Ribellione adolescenziale non deve assumere il significato di vandalismo. Per nessun motivo. e non può essere sottovalutata.
S.B.




Come x le serate in cui la municipale controlla le infrazioni al codice della strada mi piacerebbe ci fosse un resoconto anche per giornate/serate come questa.
E’ possibile sapere in quanti erano impegnati in servizio e quante chiamate/segnalazioni sono state fatte?
Bene, a questo punto racconto anche la mia… I primi fatti saranno brevi, poi mi dilungherò su quanto accaduto nel mio negozio il 31.
Una premessa: non sono contraria alla festa di Halloween anche se non rientra nelle ns. tradizioni. Sono da sempre “attratta” agli usi e costumi di altri Paesi e popoli e, se vissuta in maniera divertente, non la contesto affatto.
Fatti brevi:
-sono nata e vissuta per 26 anni proprio a Pontenuovo, dove la mia famiglia risiede ancora. Gli atti vandalici ci sono stati eccome: cofano sfondato alla macchina del vicino di casa (il colpevole: un 18 enne di buona famiglia, residente a 200 metri); i campanelli (nuovi, in ottone) di casa mia, completamente coperti di una vernice che li ha totalmente rovinati. Cambiati e sostituiti. L’anno dopo, stessa cosa. L’anno dopo: stessa cosa. L’anno dopo: stessa cosa ma abbiamo optato per campanelli di plastica economici. L’anno dopo: i campanelli economici non erano abbastanza attrattivi e interessanti per essere danneggiati.
Considerazione sul mancato intervento dei C.C. e delle poche volanti denunciato dalla Signora S.B.: le volanti destinate a Sassuolo sono un certo numero: non possiamo certo pretendere che per la notte di Halloween vengano assegnate 200 macchine per “badare” ai ragazzini maleducati.
Fatto lungo:
-domenica mi sono attrezzata con 10 kg (non sono pochi) di caramelle per i ragazzini che sarebbero passati dal mio negozio. Nel pomeriggio c’è stata, come di consueto, la processione di bambini di diverse etnie (molti anche filippini) che tutti educatamente e nel 99% dei casi accompagnati dai genitori che li controllavano, entravano, prendevano e ringraziavano (ringraziavano anche i genitori che rimanevano fuori e raccomandavano ai ragazzini che entravano, di stare attenti, di entrare pochi alla volta ecc…).
Alle 19.30, orario di chiusura, quando la giornata era finita (per noi commercianti) e quasi anche la scorta dei dolci, una banda di oltre 10 bambini (la più grande avrà avuto sì e no 10 anni) extracomunitari del Maghreb (le bimbe portavano il velo) perfettamente agghindati con vestiti e maschere (alla faccia della crisi) mi si è fiondata dentro (tutti insieme), senza chiedere permesso e senza curarsi del fatto che dentro c’erano ancora 2 clienti (tenete presente che il mio negozio è un francobollo). Mi sono scusata dicendo che erano arrivati tardissimo e non mi era rimasto molto: ho preso la borsa che conteneva le ultime caramelle (a occhio e croce una cinquantina) e l’ho tenuta aperta, in modo che le potessero prendere tutte. I più svelti hanno attinto a piene mani, lasciando due bimbi senza niente. A questo punto, i 2 monelli rimasti a bocca asciutta mi hanno detto che mi avrebbero fatto lo scherzetto. Io, naturalmente, pensavo che “scherzassero” e ho detto loro di dividere il malloppo coi loro amichetti, che erano stati veloci ad accapparrarsi tutto quello che era rimasto.
Bene, tutti i monelli, anche quelli che avevano “ricevuto”, hanno tirato fuori le bombolette di schiuma e si sono messi ad urlare dicendo che mi avrebbero schiumato dappertutto. Il fumo ha iniziato ad uscirmi dalle orecchie ma sono rimasta calma e sorridente (chi mi conosce dal vivo sa che sono così) e, molto educatamente ma in maniera ferma, ho cercato di accompagnarli fuori dicendo che non era colpa mia se erano arrivati tardi e che comunque il bottino l’avevano avuto eccome. Niente da fare, hanno continuato ad urlare e quando hanno tolto i tappi, mi sono fatta seria e, con la faccia cattiva, ho intimato loro di uscire immediatamente.
Al chè la bimba più grande (10 anni circa) mi ha guardato da vera carognetta, con aria di sfida e mi ha detto:” Perché se no cosa ci fai, sentiamo”. Poi sono usciti (perché continuavo a spingerli fuori) e un bambino con una forca da diavolo, ha dato una “forcata” ad un ripiano scaravoltandomi alcuni busti. Il tutto davanti alle due clienti, attonite, che non credevano ai loro occhi…(tra l’altro una è attivamente impegnata nel volontariato).
Fuori nella piazza non si vedevano i loro genitori, i bambini se ne sono andati da soli. Visto che non penso che fossero fratelli, data l’età, e quindi educati, si presume, da famiglie diverse, vorrei che i vari Zakaria mi spiegassero come funziona l’educazione nelle famiglie musulmane…questo visto che solo loro si sono comportati (con me) in maniera maleducatissima, cafona e arrogante.
wow, allora anche a Sassuolo c’è il terrorismo, aveva ragione la Sbai!
speriamo che arrivi presto Zakaria, il responsabile dell’educazione di tutti i bambini musulmani a salvare la sua religione, altrimenti partono nuovamente le crociate
Commento molto intelligente. Devo dire che da Lei non me lo aspettavo, ma devo riconoscere che da quando è a capo dell’ idv di questi commenti ne ho letti diversi.
Ma no signora Magnani, era il commento più logico che potessi fare. Per quale motivo ha raccontato la sua storia? Che cosa vuol fare capire al lettore parlando di ciò che è successo nel suo negozio? E soprattutto, cosa c’entra Zakaria con quello che due bambini avrebbero fatto? Nulla, vuol solo tirare l’ennesima palata di fango verso la comunità musulmana anche quando si parla di altro. Per questo il suo reply è assolutamente senza senso. E lo si capisce dalle parole che ha usato (inizia già con un “bene, adesso racconto anche la mia”, come a dire “fischiate il calcio di inizio, che ne ho una da dire anche sui musulmani).
Si vogliono paragonare due cose completamente diverse, ad opera di persone diverse, in circostanze diverse, di gravità estremamente diverse. Questa caccia alle streghe sinceramente è stancante.
Mi risponda comunque perchè Zakaria debba dare delle spiegazioni a qualcuno. Come se la signora di Pontenuovo avesse chiesto il parere di qualche prete.
Per la storia del capo lasciamo stara, ai capi ci siete abituati voi, io coordino solo un gruppo di persone, ed anche discretamente esiguo.
Allora Raffaele, ecco le risposte (e stavolta sarò breve perché non credo che certe domande implichino risposte articolate. Credo, invece, che se uno non fosse partito prevenuto, avrebbe capito al volo quanto da me scritto:
1)se Lei legge tutto bene, nota che ho fatto un rif. anche al 18 enne (Sassolese). Quindi perché dire che voglio gettare fango solo sulla comunità musulmana?
2)il rif. a Zakaria mi sembrava così elementare, che mi scappa da ridere per tutti quelli che hanno commentato e chiesto “perché Zakaria, proprio lui, dovrebbe spiegare ecc..ecc…”
Ho scritto “i vari Zakaria” . Siete in grado di parafrasare una frase? Di “leggere” gli esempi? Di captare gli esempi che una persona fa? O siete solo capaci di contestare e far finta di non capire solo perché il commento viene da una persona che non è della vostra ideologia politica?
3)per quanto riguarda “i capi”, la spiegazione è la stessa del punto 2.
ho provato a leggere tutto e al meglio delle mie possibilità. Ho trovato tre righe sul diciottenne (che a quanto ho capito dovrebbe essere roba passata, visto che poi parla di anni dopop) e diverse (non me le faccia contare) righe sull’episodio di terrorismo islamico. La mia interpretazione rimane la stessa. Perchè del diciottenne non ha specificato la religione ed invece dei bambini ha dato per scontato che fossero musulmani, perchè ha usato l’espressione “alla faccia della crisi” soltanto perchè erano vestiti a festa. Perchè ha parlato di Zakaria, che può essere uno Zakaria simbolico, ma cerca spiegazioni dell’educazione di alcuni bambini da persone che non possono fornirgliene.
Le sembrerà elementare il suo riferimento a Zakaria, ma io continuo a non capire. Anche dopo la sua spiegazione affannosa. Poi posso accettare tranquillamente di essere io ad avere qualche problema di comprendonio; mi perdoni, ma ci terrei a capire. Ha scritto “i vari Zakaria”, ok. E quindi? Non è questione di accettare il commento di una persona di destra, è questione di capirla. Cosa dovremmo parafrasare? Chi dovrebbe darci le spiegazioni dell’educazione di un bambino se non i suoi genitori o qualsiasi figura che spende del tempo per educarli?
Raffaele, la mia non è stata affatto una spiegazione affannosa!
Noto, invece, un notevole affanno nel volermi attribuire a tutti i costi pregiudizi di sorta.
(per la cronaca: il fatto della macchina, a mio avviso, non necessitava di “più righe”. Comunque sarò più precisa: Sassolese, famiglia benestante, cattolico. La famiglia ha pagato tutti i danni. Non è stato scusato perché “italiano”. Non c’è altro da raccontare.)
eh, non male: 7 righe per riportare atti vandalici degli ultimi 26 anni provocati chissà da chi ma spesso proprio da sassolesi…e + di 30 per un episodio del quale sono colpevoli bimbi e ragazzi di provenienza (come dire?)..diversa e che vengono subito definiti musulmani. Quindi si invoca la spiegazione di Zakaria che probabilmente non sa nemmeno chi siano (dovrebbe saperlo?).
Mi ricorda in tutto e per tutto l’episodio di vandalismo nel parco che ha scatenato polemiche a tutto spiano sulla fallita integrazione di alcuni bambini (forse) islamici e la placida rivelazione che anche certi ragazzi italiani sfondano cofani….
fate voi i conti
non è certo da come si comportano i ragazzini ad Halloween (visto che tantissimi bambini, ragazzi e adulti di tutte le estrazioni sociali e culturali fanno, purtroppo, così) che si capisce se certa gente abbia voglia di integrarsi….o ne abbia la possibilità….
poi chiaro che un episodio simile faccia inc…re mica poco ed ha tutta la mia comprensione…
ma non usiamolo per questi scopi
Due considerazioni:
1) Finchè c’era la giunta Pattuzzi, nel caso di una simile denuncia chissà cosa avrebbero detto gli attuali amministratori. Se succede ora si minimizza e si cerca di screditare i cittadini che denunciano le situazioni,
non mi sembra molto corretto.
2) se dei ragazzini musulmani compiono atti vandalici al parco amico, suonano le trombe e fioccano le conferenze stampa sul grado di educazione data dalle famiglie e sulla loro volontà di integrazione…
se dei ragazzi maggiorenni sfondano cofani di auto, come successo recentemente o rigano le auto come segnalato qua, si minimizza e si svicola.
Questi comportamenti sono molto pericolosi: da un lato una comunità si sente perennemente nel mirino e altra gente si sente quasi scusata perchè nel loro caso sì che si dice che sono solo ragazzate.
Non è cosi che dovrebbe funzionare: la legalità è una ed una sola a prescindere dalle origini e dalla religione.
La legalità è un bene comune che vuole perseguito da tutti e non deve essere solo utilizzata a scopo di propaganda politica.
La legalità la si ottiene più con l’educazione che con la repressione.
Qua fioccano corsi di autodifesa e sembra che la soluzione sia dar per scontata la violenza e potersi solo difendere..
Spero in un domani dove invece crescano corsi di educazione civica per tutti.
c’è un detto (giustissimo x me) che dice: “se un an capess a quendsan an capess gnanch a treinta” (se uno non capisce niente a 15 anni non capisce niente neanche a 30)
e per quanto riguarda la scuola smettiamola di dire che deve educare i ns ragazzi: se non ci riescono 2 adulti (GENITORI) a casa che ne hanno 1 deve riuscirci una maestra e/o un professore che ne ha 30 in classe!!!!!! la scuola deve fare ISTRUZIONE!!!!!!!!!!!!!!!!!
I ragazzini d’oggi sono di una maleducazione sconcertante.
Alcuni di essi sono addirittura da mettere nei riformatori (si, nei riformatori!).
Hanno tutto e subito: il telefonino, il motorino, la playstation, soldi in tasca (basta chiedere, no?).
Non è giusto picchiarli…ma te le tirano con le pinze a volte….( a me, personalmente, basta lo sguardo…)
Concordo in pieno con chi ha scritto l’articolo. Lo scorso anno in centro i ragazzini verso cui dovremmo “stendere i tappeti rossi” tiravano uova alle facciate dei palazzi, quest’anno mettevano petardi nelle buche delle lettere.
Io mi chiedo chi gli dà i soldi per comprarsi i raudi, e chi glieli vende (non dovrebbero esser vietati ai minori?).
Mi chiedo perchè a scuola insegnino cosa sia e quanto sia bella quella gran boiata commerciale che è halloween, invece di insegnare che in ogni cosa ci vuole misura e che certi comportamenti sono SEMPRE sbagliati, halloween o non halloween.
Suonare il campanello a mezzanotte a una vecchietta non è divertente. Rigare auto non è divertente. Tirare uova quando ci sono famiglie che non arrivano a fine mese è un insulto a chi è in difficoltà. Non dovrebbero essere concetti difficili da capire, anche per un ragazzino.
Sig. gianbobo, quando il suo emancipato figliolo adolescente in cerca di esperienze verrà preso a pugni in faccia (o peggio) da un adulto incazzato, mi raccomando gli dica che deve essere contento perchè ha fatto una nuova esperienza…
Raffaele vuol far capire che i ragazzini scoppiavano i petardi dietro la sede della municipale e nessuno li ha sentiva. Ha ragione, negli uffici non vi era nessuno in quanto gli agenti in servizio erano impegnati a controllare il territorio con due pattuglie ed erano numerosi quelli in borghese. Con le pattuglie c’ero anch’io e penso di poter tranquillamente affermare che, per quanto ne so, non è successo nulla di eclatante fino all’una di notte a differenza di alcuni anni fa. Sono stati anche sequestrati i petardi ai gruppi che ne facevano uso. Fare riferimento ai fatti accaduti in estate è puramente strumentale e denota la completa mancanza di documentazione su tali fatti. Magari si venga a documentare su ciò che stiamo facendo per contrastare il vandalismo e magari capirà che lei sta solo dando aria ai denti.
chi avrebbe fatto riferimento ai fatti di estate? Io sto dicendo che ieri sera, mentre mi recavo personalmente in piazza piccola (quindi nessuno mi ha raccontato niente, ero io a girare) sono scoppiati diversi petardi in piazza grande, e non c’era nessuno a fare niente. Se poi avete aperto una sede della municipale per poter mandare meglio le pattuglie in giro, dovreste farvi delle domande su come programmate le cose. Di cosa succedeva fino a qualche anno fa non mi interessa particolarmente, chi doveva prendersi delle colpe credo le abbia già pagate, ora la responsabilità della sicurezza è sua, se ci sono reclami da fare li si fanno a lei. Se vuole continuare a fare opposizione continui a farla, se vuole dire che non c’è stato niente di eclatante lo faccia pure. Per me, quello che ha raccontato la signora è qualcosa di grave (di eclatante no a dire il vero, ne succedono molte di cose del genere, ma non per questo bisogna abituarsi a gente che va in giro a rigare le macchine, visto che vi vantate ogni volta che prendete un accattone).
Sono d’accordissimo con Raffaele……, gli atti vandalici non devono essere tollerati a prescindere…., ma cosa facciamo questi gironzolano per le strade e possono essere giustificati????
E io che me ne sto in casa non rompendo le scatole a nessuno cosa devo fare???? Nascondere la macchina e comprare le caramelle per tenere tranquilli i ragazzi???? (neanche poi gliene fregasse a 13/16 delle caramelle)
Chiaro e’ che finche ci sono degli adulti che tendono e giustificare questi atteggiamenti e che le forze dell’ordine non arrivano la situazione non migliorera’ di certo.
Da quello che scrive Gianbobo si capisce di chi è la responsabilità dell’educazione di questi ragazzi: la colpa infatti è degli adulti che non riescono più a capire la differenza tra crescere nella responsabilità e crescere in un futuro anarchico. E’ vero che non bisogna criminalizzare questi ragazzi, ma chi deve educarli. Vede Gianbobo io sono stato uno di quei ragazzi che restando orfano a quindici anni ho dovuto affrontare la vita da autonomo. Sono arrivato a Sassuolo proprio a Pontenuovo all’età di diciassette anni, ho conosciuto la strada quella più feroce dove il branco si fa forza. Ebbene certe cose non le condividevo già a quell’età e in quegli anni a Sassuolo cominciavano a girare stupefacenti. Tanti miei amici provarono quella novità, mentre io non ero attratto. Alcuni ne sono usciti, altri si sono rovinati. Qualche amico voleva sempre fare rissa, mentre io e altri ci facevamo da parte. Con altri si beveva fino a star male, e lì qualche volta ho ceduto. Le posso dire che il mio comportamento non era dovuto alla timidezza o alla paura, ma a un’educazione che i miei genitori mi hanno trasmesso in quella tenera età dell’adolescenza. A distanza di anni ricordo ancor quelle sagge parole dei mie cari, tutte le raccomandazioni, le attenzioni e pure le punizioni. Posso ritenermi fortunato nella disgrazia che pur avendo perso i miei genitori così presto, mi hanno insegnato il rispetto per tutti, tutto e soprattutto per me stesso. Credo che nel tempo che stiamo vivendo bisognerebbe ripartire dall’educazione. Per diversi anni ho fatto l’educatore in una parrocchia e purtroppo ho notato, così come succede nella scuola, che spesso i genitori difendono i propri figli anche davanti a fatti evidenti, quasi come che l’errore del proprio figlio fosse un’offesa, una vergogna, un’umiliazione. Il problema è che l’autonomia e il progresso dei nostri figli non è sinonimo di maleducazione, assenza di valori, mancanza di rispetto per l’altro. Spesso nell’adolescenza il figlio che vuole crescere e diventare autonomo comincia col trattare male il genitore per sentirsi grande. Il genitore deve lavorare su questo e mai e dico mai smettere di mettersi in discussione per arrivare ad educare dei veri uomini.
Cordialmente Beppe
ma roba da matti, addirittura si dà ragione ai ragazzini! se sono tre ragazzi (molto più piccoli tra l’altro) si dà la colpa alla loro cultura e si dice che non si sanno integrare, se sono tre ragazzini a ponte nuovo invece, è solo il normale processo di crescita. Sono allibito.
Gesti del genere vanno condannati senza se e senza ma, un ragazzo può crescere ribellandosi come vuole, ma non sputa sul mio campanello, non mi riga la macchina e nemmeno mi fa saltare in aria la buca delle lettere.
Ed in centro ieri sera altri ragazzini hanno fatto scoppiare molti petardi, proprio dietro la sede della municipale, non è solo un problema di pontenuovo.
Francamente resto perplesso …anche io abito a Pontenuovo dalla nascita e non ho mai notato gli episodi che la Signora S.B. lamenta. Schiamazzi sì li ho sentiti, innocui scherzetti, nastro adesivo attaccato ai campanelli ecc…e ciò anche ieri sera! Forse la signora non ha notato (mentre dal videocitofono spiava i comportamenti dei ragazzini), il passaggio delle forze dell’ordine che al contrario io ho notato. Resto però perplesso che si scriva sul quotidiano e si chiamino le forze dell’ordine per una serata che da anni ormai si ripete e non trova in me l’eccesso di atti che la signora descrive. Non vorrei che fatti che da sempre gli adulti riuscivano a contenere semplicemente con un rimprovero verbale fossero presumibilmente strumentalizzati unicamente al fine di colpire con sterile polemica l’attuale forza di governo della città. Mi permetto altresì, data la mia residenza nel quartiere da ormai otto lustri, di consigliare alla Signora (visto che risiede solo da un paio di anni nel nostro vivibilissimo quartiere), di premunirsi per gli anni futuri di una manciata di caramelle e cioccolatini, affinchèal primo suono di campanello invece di spiare dal video citofono,possa porgere qualche dolciume evitando così nervosismo, rabbia e consentendo alle forze dell’ordine già ampiamente oberate, la possibilità di combattere la vera criminalità.
Cordialmente un residente di Pontenuovo.
cara signora s.b. ma che adolescenza ha vissuto?all’estero i ragazzi(non li chiami ragazzetti per favore!!)sono molto piu’ vivaci,autonomi,e infatti in francia in inghilterra in germania la societa’ si rinnova si modernizza,in italia non si tollera che i giovani ,gli adolescenti si rendano autonomi anche con gesti di rottura ,devono “andare a casa a leggere un libro”cosi’ diventano autonomi,adulti,stando a casa con la mamma magari a guardare la televisione.e’ chiaro che non si devono commettere reati e non si deve rompere niente,ma il vostro quartiere dovrebbe stendere tappetti rossi x accogliere questi ragazzi,nostro futuro,non vederli come un fastidio una minaccia verso la nostra proprieta’.p.s. a me’ la macchina l’ha rigata un’adulto parcheggiando e poi e’ scappato.saluti.
Gentilissimo sig. gianbobo, dato che lei è così convinto, pubblichi il suo indirizzo, stenda il tappeto rosso ed inviti questi bravi ragazzi a casa sua a fare quelli che lei chiama “gesti di rottura”.
Mi perdoni, ma io invece sono uno di quei sassolesi che sono già abbastanza “rotti” …
Dal discorso che fa sembrerebbe il padre di uno di loro…….
“Ma mio figlio è un pezzo di pane…………
Ma lui non fa queste cose……….
E anche se le facesse….. Eddai…… Eh!! Sono Ragazzi!!!”
Tutti siamo stati ragazzi… e penso che pochi facessero “scherzetti” del genere….. E penso che ancora di meno tra quelli che facessero queste cose ci siano persone che poi hanno “rivoluzionato” chissà cosa….. Mah!
Non dico che bisogna stare in casa a leggere un libro, ma neanche venire a spaccarmi la cassetta della posta. Spacca la tua cassetta della posta, insulta Tua madre, e divertiti così con la tua famiglia. Se ti piace divertirti così. No??
fermo restando che non tollero il vandalismo , per dovere di cronaca devo dire che nei trenta anni che vivo a pontenuovo non ho mai assistito a nulla del genere , Nemmeno quest’anno. Mah forse abito in un altro pontenuovO