Sono recenti gli esiti dello Studio Epidemiologico Nazionale, che individuano purtroppo il comprensorio ceramico tra le 44 zone italiane più colpite dai tumori.

Questo dato allarmante non ha suscitato, a nostro parere, adeguate reazioni del mondo politico e della società civile. Le poche e tiepide affermazioni a riguardo si sono limitate a liquidare tutto come “il rovescio della medaglia” che l’industrializzazione ed il benessere economico hanno portato al nostro distretto.

Noi riteniamo invece che su questo tema, tanto delicato quanto importante, si debba aprire un serio e approfondito dibattito, al fine di intervenire con progetti concreti sia sul fronte della prevenzione (corretti stili di vita) che per il miglioramento delle condizioni ambientali del territorio, che certamente hanno una incidenza significativa nell’attribuzione al distretto di questo poco invidiabile primato.

Gli enti locali dovrebbero definire, rapidamente, un piano di azioni concrete per ridurre le emissioni inquinanti derivanti dal comparto industriale, dal traffico e dagli edifici, in quanto l’inquinamento atmosferico assume un ruolo determinante per la salute della popolazione.

Riteniamo ad esempio prioritario impostare una serie di provvedimenti e di obiettivi, realistici e misurabili, per ridurre le polveri sottili e gli altri inquinanti atmosferici.

Per fare ciò occorre intervenire, quando necessario anche con scelte coraggiose e impopolari, per spostare quote di traffico dall’automobile al trasporto pubblico locale (da incentivare e potenziare) e alla mobilità ciclabile (da rendere più sicura).

Sono altrettanto indispensabili interventi per la riduzione delle emissioni industriali e per riorganizzare la logistica interna al comprensorio, prevedendo la razionalizzazione degli spostamenti dei mezzi pesanti in circolazione ed individuando la ferrovia come prioritario mezzo di trasporto da e per il distretto.

E’ infine importante e strategico dare impulso e sostegno alla “green economy”, prescrivendo nei regolamenti edilizi che tutti i nuovi edifici dovranno essere realizzati in classe A o B, prevedendo comparti “a zero emissione di CO2” e promuovendo il fotovoltaico sui capannoni industriali, al fine anche di stimolare nuova e qualificata occupazione.

In sintesi, occorre mettere in campo azioni che al tempo stesso consentano la riduzione del rischio sanitario per la popolazione, migliorino le condizioni ambientali del territorio e promuovano nuova e qualificata occupazione.

Il lavoro da fare non manca, con l’obiettivo di cancellare il nostro distretto dalla lista delle aree a maggior rischio tumori.

Circolo Legambiente “Chico Mendes”