
“In questo recital ci sono storie vere e storie inventate; personaggi fantastici e personaggi reali”, spiega Vito nella scheda di presentazione. “Tutti sono accomunati dall’essere surreali, dal vivere nel confine dell’assurdo. Vivere in quel mondo dove la fame faceva i bambini e dove i circhi miseri di provincia erano costretti, durante le permanenze, a cucinare i leoni che essendo magrissimi non sfamavano nessuno”.
Nello spettacolo di Vito molto spazio sarà riservato anche ai sapori e alla cucina dell’Artusi, “quella delle città della bassa, ossia quella stessa pianura che Zavattini amava descrivere con una riga e che quando c’è la nebbia diventa un tutt’uno tra cielo e terra”, conclude l’attore nella sua presentazione.

