
«Modena non abbandonerà la Maserati e non intende dare per persi né il suo passato né gli investimenti fatti in questo settore» ha ribadito Ori, sottolineando ancora che, nonostante le richieste e i richiami rivolti nell’ultimo anno a Fiat da soggetti istituzionali, politici e sindacali, «nessuna risposta sul futuro di Maserati Modena è arrivata né dall’amministratore delegato del gruppo Fiat Auto né dalla direzione operativa di via Divisione Acqui». L’assessore Ori ha poi aggiunto che il fatto che, a fronte di un piano industriale attendibile e della disponibilità delle istituzioni modenesi a sostenere il gruppo nelle sue scelte, Fiat non abbia ancora chiarito le proprie intenzioni sul futuro del marchio Maserati nei veicoli di gamma alta sta facendo emergere la preoccupazione per il futuro modenese della casa del tridente, che però così rinuncerebbe al segmento che ha costruito l’identità di Maserati nel mondo.
Affermando che gli impianti attuali a Modena e Maranello «potrebbero agevolmente sostenere l’intera produzione Maserati, anche quella che Marchionne ha programmato, con fortissimi investimenti, a Grugliasco» Fausto Cigni (Pd) ha lanciato un appello per un’azione unitaria che coinvolga tutti, forze politiche, sociali e industriali. Appello da raccogliere, «senza inutili polemiche con il Governo» per Luca Ghelfi (Pdl) mentre Luca Gozzoli (Pd) ha invitato l’unione industriali «a dirci finalmente cosa accadrà a Maserati».

