
“Vendere informando – ha spiegato Pivetti di Lapam – è uno dei nostri motti ed è il sistema per superare questi rischi: il consumatore deve non solo apprezzare ma conoscere”.
“L’evoluzione delle iniziative di Campagna amica, dei mercati contadini – ha aggiunto Federica Barozzi – sta appunto nell’accrescere la consapevolezza del consumatore su tipi di prodotto, loro stagionalità e contraddizioni di una produzione agricola che spesso non si concilia con le situazioni economiche reali. Stiamo creando un consorzio specializzato nella logistica dei prodotti, che impedisca in futuro gli sprechi di sovrapproduzioni a cui assistiamo in certe regioni, creando un contatto e offrendo al coltivatore la possibilità di vendita altrove e in modo diverso, più diretto”.
L’altro rischio, quello di conciliare l’austerità richiesta dal momento economico generale, e le scelte green, lo ha spiegato Roberto Bandieri del Wwf: “Il punto sta nel fare degli acquisti green scelte effettivamente razionali. Questo tipo di filosofia non può e non dovrebbe essere adottata prevalentemente nel momento di benessere, ma contribuire a una vera ridefinizione degli stili di vita. Molto spesso la scelta green non sta in cosa consumiamo e acquistiamo, ma in quanto e come ne acquistiamo, nella riduzione di sprechi e incoerenze. Le mela rigorosamente bio che viene da produzioni lontane non soddisfa la volontà di un contatto diretto col produttore che emerge dall’apprezzamento per il mercato contadino, l’acqua iper-controllata di certe bottiglie che arrivano da centinaia di km non è coerente con scelte di vita sostenibile”.
“Il ruolo delle associazioni di categoria – ha aggiunto Francesco Stagi di Cna – è quello di informare e favorire la consapevolezza di queste scelte, magari partendo dai comportamenti dell’associazione stessa. La valutazione energetica degli edifici che stiamo facendo come Cna porterà allo sviluppo di incontri fra professionisti dell’edilizia e probabilmente a un corso di formazione. Così in altri ambiti che ci riguardano, contribuiamo a creare per i nostri associati, se non proprio un entusiasmo verso le filosofie green, certamente la consapevolezza che è un’innovazione culturale e anche un possibile volano positivo per l’economia aziendale”.

