
“I delitti del Duomo di Modena” è il primo thriller di una trilogia complessa ed avvincente, dove la storia è rievocata nella contemporaneità. Della trilogia fanno parte anche “I delitti del Duomo di Modena, l’apocalisse” e “I delitti del Duomo di Modena, il riflusso del male”.
A Modena esistono alcune sette segrete di cui si sa veramente poco. I Geminiani fanno parte di un gruppo religioso capeggiato dal Vescovo, istituito nel 1099 con la costruzione del Duomo per proteggere il segreto della Cattedrale e la fonte taumaturgica di S. Geminiano. Purtroppo il gruppo si è allontanato molto dalla vera missione ed è diventato corrotto e immorale.
I Gioviniani sono il gruppo antagonista, nati dopo la morte di Gioviniano nel 390 a causa dell’inquisizione di S. Ambrogio e S. Geminiano a Milano, vogliono impadronirsi del potere della fonte taumaturgica. Agli occhi della chiesa cattolica, sono un gruppo di eretici che professa il libero amore e una religione più vicina all’uomo, ma soprattutto nega la verginità della Madonna.
Un’altra setta segreta è composta dalle sorelle, un gruppo di donne squilibrate, deluse dalla vita e dagli uomini. Accortesi che il loro potere di persuasione verso le nuove adepte si sta affievolendo, venute a sapere della fonte, decidono di impadronirsi del potere.
Solo la polizia con il capitano Daniele Zanardi e il tenente Anna Ferri, aiutati da Carlo Righi esperto d’arte, cercheranno di contrastare la lotta all’ultimo sangue per il potere.
La storia scorre tra scenari reali e surreali; tra misteri e sottintesi il puzzle si compone una tessera dopo l’altra fino a svelare il disegno completo.
Un thriller padano, in cui il coinvolgimento del lettore è la chiave per decodificarne il codice.
Orazio Giannone, nato nel 1969, dopo gli studi artistici e un’esperienza ventennale nell’ambito del design, esordisce così nella letteratura, con il primo episodio di questa trilogia, edita da Nuovi Autori.

