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Consiglio comunale di Carpi, l’assessore Tosi ha presentato gli indirizzi per il futuro PSC

Nel corso del Consiglio comunale di Carpi di giovedì 2 febbraio l’assessore all’Urbanistica Simone Tosi ha letto un documento di indirizzo che apre di fatto la fase di discussione sul nuovo Piano Strutturale Comunale. Qualità ambientale, riqualificazione dell’esistente, minore consumo di suolo, rafforzamento dei legami di comunità: questi gli obiettivi secondo Tosi di questo importante strumento di pianificazione urbanistica, che intende portare Carpi a diventare “più bella, più verde e più solidale” come indicato dallo stesso titolo della relazione letta dall’assessore nell’aula del Consiglio comunale (il dibattito avrà luogo giovedì 16 febbraio).

“Il PSC di Carpi in linea con la Legge urbanistica regionale – si legge nella relazione – dovrà promuovere il miglioramento della qualità ambientale, architettonica, sociale del territorio, consumando nuovo suolo solo quando non sussistano alternative. La nuova Pianificazione urbanistica e territoriale della nostra città dovrà quindi mettere al centro l’ambiente, la sostenibilità, la qualità, il risparmio e il riuso delle risorse naturale. Il PSC deve contenere obiettivi chiari, realistici, condivisi e misurabili. Indicando gli strumenti che si intendono utilizzare per raggiungere tali obiettivi. Dovrà essere un piano di grande respiro da cui far partire programmi ed azioni coordinate e finalizzate. Per questo motivo è fondamentale la partecipazione più ampia al processo decisionale per responsabilizzare tutti gli attori, concetto ripreso più volte nel documento. Intorno alla Carpi del futuro dovremo coinvolgere l’intera comunità, perché dobbiamo essere consapevoli che si devono modificare comportamenti individuali e collettivi, adottare nuovi criteri di riferimento, mobilitare nuove risorse in direzione dell’obiettivo delineato. O saremo in grado di creare questa tensione ideale e dare uno sbocco concreto, anche parziale ma progressivo, alle aspettative che susciteremo, oppure questa operazione sarà controproducente”.

“Questo PSC deve essere il primo che si mette in relazione con l’Unione delle Terre d’Argine. Carpi ha un ruolo centrale se la guardiamo e la consideriamo in Area Vasta compresa nella area nord della nostra provincia. Per reggere alla competizione tra il nostro territorio e un sistema regionale, nazionale europeo e mondiale, occorre ragionare in modo unitario ed univoco se vogliamo governare i processi di cambiamento e non subirli; da qui nasce l’esigenza di un documento, di uno strumento del governo del territorio che si relazioni con gli altri strumenti di programmazione territoriale degli altri Comuni. Infatti dopo aver adottato un PSC il passaggio successivo, ovvero la sfida che la politica deve assumere, sarà quello di cominciare a pensare ad un Piano Strutturale dell’Unione”.

Un PSC che metta l’ambiente e la sostenibilità al centro, “e questo passa per una scelta politicamente forte, ma significativa – ha sottolineato Tosi nella relazione -, come quella di non programmare nessun incremento di nuove area di espansione della città, né residenziale né produttiva, rispetto al Piano Regolatore tutt’ora vigente”. Tra le ‘scommesse’ che Tosi ha inserito nella sua relazione sul futuro PSC c’è quella di premiare il risparmio energetico e la riqualificazione degli edifici, oltre che il ripensamento dell’area dell’ospedale Ramazzini e del ruolo del centro storico. E poi ancora la realizzazione di un nuovo grande parco urbano per Carpi e l’interconnessione di quelli già esistenti, con percorsi ciclabili e pedonali, la riqualificazione di interi quartieri rafforzando le modalità di interconnessione tra centro e periferia anche attraverso sistemi di trasporto collettivo. “Deve essere una priorità la chiusura del sistema di Tangenziali attorno alla città con il prolungamento di via dell’Industria fino alla connessione con la Bretella che collega Fossoli con S. Marino.– ha proseguito Tosi – immaginando ad esempio anche un uso più razionale e funzionale della rete ferroviaria, che diventi una sorta di metropolitana di superficie che permetta di collegare in modo razionale Novi, Carpi, Soliera con Modena e Bologna. Questo potrà essere realizzabile superando le deficienze di Trenitalia sulla nostra linea ed attraverso un protagonismo dei Comuni, della Provincia e della Regione puntando anche al raddoppio della linea fra Soliera e Carpi. Ma nel campo della mobilità si potrà non solo utilizzare meglio la linea ferroviaria esistente, ma anche spostare una parte del traffico privato su quello pubblico e collettivo, pensare ad altre arterie per raggiungere il capoluogo, costruire una fitta rete di percorsi ciclopedonali per permettere ed incentivare una mobilità dolce, incentivando l’uso della bicicletta. In questo assumerà un ruolo decisivo l’area dell’oltreferrovia, in cui, nel rispetto del contesto di pregio dell’area agricola esistente, dovrà trovare collocazione un’area di interscambio fra flussi veicolari e ferroviari”.

Tosi ha poi concluso la sua relazione trattando anche i temi dell’edilizia privata e produttiva.

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