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Scuola@Appennino, la Regione finanzia con oltre 300 mila euro modelli di didattica e di comunicazione innovativi per le scuole di montagna

Un progetto rivolto a tutte le scuole di montagna dell’Emilia-Romagna, per favorire l’adozione di metodologie didattiche innovative con l’obiettivo di ampliare, innalzare e differenziare l’offerta educativa delle classi del territorio montano. E’ il progetto Scuola@Appennino, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con oltre 300 mila euro e coordinato insieme ad un gruppo interistituzionale composto da Ufficio Scolastico Regionale, UNCEM, UPI e Lepida spa. La formazione degli insegnanti, metodologica e tecnologica, è affidata all’Ufficio Scolastico Regionale che la realizza in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina in conferenza stampa in Regione, a margine dell’incontro con le scuole e i Comuni coinvolti fin dalla sperimentazione.

“Un progetto di grande importanza, perché la montagna è una parte viva della nostra regione e le scuole ne sono il cuore – ha spiegato l’assessore Patrizio Bianchi – Con Scuola@Appennino intendiamo fornire strumenti innovativi per costruire un modello educativo che permetta di coinvolgere anche a distanza gruppi di ragazzi, che altrimenti sarebbero isolati. Intendiamo fare di Scuola@Appennino un progetto pilota del prossimo Fondo Sociale Europeo, con l’intenzione di dargli la rilevanza che merita a livello nazionale ed europeo”.

Il progetto, di durata biennale, si rivolge alle istituzioni scolastiche situate nei 102 comuni montani dell’Emilia-Romagna, 156 scuole primarie, 86 scuole secondarie di primo grado e 35 scuole secondarie di secondo grado. La prima annualità del progetto prevede l’avvio sperimentale delle attività in 14 scuole, due per ogni provincia in cui sono presenti scuole di montagna, selezionate dal Gruppo interistituzionale in seguito ad una analisi approfondita delle criticità e delle problematiche a livello organizzativo e didattico, delle attrezzature presenti e dello stato delle connessioni alla rete telematica. Capofila sarà la scuola di Corniglio, in provincia di Parma.

Sono oltre 27 mila nell’anno scolastico 2011/2012 gli studenti che frequentano la scuola in montagna, pari al 6% della popolazione scolastica regionale. Le criticità di questo territorio, che in Emilia-Romagna costituisce circa il 40% della superficie complessiva e dove risiede circa l’11% della popolazione, riguardano proprio la difficile gestione dei servizi alle persone e alle famiglie. Una delle questioni problematiche della scuola in territorio montano riguarda la presenza di pluriclassi che, a causa dei numeri limitati di alunni, mettono insieme studenti di età e di livelli di apprendimento diversi, con evidente discapito della qualità e della continuità dell’offerta didattica. Scuola@Appennino si propone di costituire una collaborazione tra scuole, istituzioni, associazioni e famiglie e di mettere in rete le scuole di montagna, predisponendo gli adeguati collegamenti telematici, per garantire l’accesso ai servizi educativi e culturali e migliorare la comunicazione e l’interazione tra i plessi scolastici. “Se in montagna chiude una scuola si creano le condizioni per la scomparsa di quella comunità – ha sottolineato Giovanni Battista Pasini, presidente UNCEM Emilia-Romagna, – Questo progetto che consente l’insegnamento a distanza in parte sopperisce alle difficoltà oggettive che si vivono in montagna, e fa diventare gli elementi di criticità punti di eccellenza”.

Strategica per la riuscita del progetto è la realizzazione di attività di formazione per i docenti che operano nelle scuole di montagna, che sarà avviata a partire dal 6 marzo, con momenti seminariali in presenza, accompagnamento on line ed incontri in loco con i consigli di classe ed i team. “Per gli insegnanti la formazione parte fin dall’individuazione delle strumentazioni tecnologiche di cui doteremo le classi, perché possano coglierne le potenzialità – ha detto Stefano Versari, vice direttore dell’USR – a cui seguirà una formazione specifica, realizzata insieme all’Università di Bologna, per individuare le modalità più opportune a sviluppare la didattica in classe. Gli insegnanti formati in questa fase saranno i tutor delle classi delle 14 scuole di montagna che sono coinvolte dall’avvio del progetto”.

La formazione darà agli insegnanti coinvolti le adeguate competenze per adottare modelli innovativi di insegnamento e apprendimento coerenti con l’impiego delle tecnologie, soprattutto per condividere modelli e buone pratiche di didattica delle pluriclassi. Per questo motivo è stato pensato un modello di dotazione tecnologica che permetta a tutta la classe di condividere materiali e di collegarsi in videoconferenza con altre scuole (grazie alla lavagna interattiva multimediale), e agli studenti della pluriclasse di rielaborare contenuti e di esplorare internet e la realtà circostante grazie ad un notebook ed un tablet per ogni sottogruppo della classe.

 

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