
Attraverso dei semplici indicatori abbiamo stilato una graduatoria delle stazioni più accoglienti e di quante sono semplici pensiline o qualcosa di meno, alcune delle quali versano in uno stato di degrado significativo. Il verde indica le stazioni promosse, il giallo le rimandate e il rosso le bocciate.
Si salvano nel complesso le fermate nei paesi di maggior dimensione, dove è maggiore il numero di utenti, mentre le criticità le abbiamo nelle fermate minori. La tratta che presenta un maggior stato di degrado è la Reggio- Guastalla, in cui ben 8 fermate su 13 sono state bocciate e solo una (Guastalla) è stata promossa. Complessivamente sulle 36 fermate visitate, solo il 16 % è passato a pieni voti, mentre il 42 % è bocciata ed altrettante rimandate.
“Se da un lato va segnalato la scarsa cura e manutenzione di molte fermate da parte di Ferrovie Emilia-Romagna – conclude Becchi – dall’altro va sottolineato che questo stato di cose è anche frutto della maleducazione di una parte della cittadinanza che ha indubbiamente contribuito a rendere questi luoghi ancora più degradati. Molte stazioni inoltre sono difficilmente o per nulla fruibili da disabili, per la presenza di gradini, piattaforme sopralelevate non raccordate con rampe e sale d’attesa non sullo stesso piano dei binari. Mancano inoltre macchinette automatiche per la vendita di biglietti ferroviari. Se è spiegabile la mancanza in molti casi di servizi igienici, lo diventa molto meno il non funzionamento delle obliteratrici e di semplici sedute durante le attese. Per queste verifiche sono bastate due persone che in tre mattine hanno effettuato i controlli, quindi una verifica semplicissima che anche FER può in qualsiasi momento fare, come pure porre rmedio a molte situazioni di degrado con una spesa molto contenuta.
Quella dei treni per i pendolari è una vera e propria emergenza non solo locale ma anche nazionale di cui nessuno sembra intenzionato a occuparsi. Per chi si muove in treno ogni giorno il servizio dovrebbe essere il più confortevole possibile e solo così è possibile far aumentare l’utenza che si muove su ferro. Torneremo fra sei mesi nelle stesse fermate a verificare se qualcosa è stato fatto da parte di FER o se la trascuratezza e la pigrizia la faranno ancora da padrone”.



