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Cooperazione internazionale, il nuovo Piano triennale per la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo e di transizione

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Solidarietà, aiuto umanitario, assistenza sanitaria, cultura della pace e diritti: guarda all’Agenda Onu 2030 il Piano triennale per la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo e in via di transizione approvato dalla Giunta regionale. Si tratta di un documento di indirizzo valido fino al 2018 con il quale la Regione Emilia-Romagna promuove e attua  interventi finalizzati a contrastare la povertà, a migliorare la nutrizione e a promuovere un’agricoltura sostenibile, ad assicurare la salute per tutti e per tutte le età, con l’assistenza sanitaria a cittadini stranieri trasferiti in Italia nell’ambito di programmi umanitari e con programmi di ospitalità di bambini provenienti dalle zone di Bielorussia e Ucraina contaminate dall’incidente nucleare di Chernobyl.  Altri interventi riguarderanno l’assistenza, il soccorso e la protezione alle popolazioni in Paesi in via di sviluppo vittime di catastrofi, altri ancora sosterranno  progetti di solidarietà internazionale, di sensibilizzazione all’interculturalità, alla cultura della pace, ai diritti umani e alla parità di genere. La Regione ha quindi individuato un programma d’azione globale, individuando fra gli obiettivi dell’Agenda 2030 quelli ritenuti più coerenti con le proprie politiche regionali, collocandoli nell’ambito dei  settori dell’agroalimentare e dello sviluppo rurale, della sanità e delle politiche sociali, dell’economia della conoscenza e dello sviluppo umano.

“Con questo documento d’indirizzo strategico per il triennio 2016-2018- afferma la vicepresidente della Regione, Elisabetta Gualmini,  che ha anche la delega alla Cooperazione allo sviluppo- gettiamo le basi per l’attività dei prossimi tre anni, consapevoli che solo con la collaborazione di tutti i soggetti della cooperazione potremmo raggiungere gli obiettivi perseguiti e dare così un contributo alla pace e allo sviluppo internazionale. Dall’emergere di nuovi conflitti ai rischi dei cambiamenti ambientali passando per gli squilibri economici e sociali che causano massicci flussi migratori- spiega la vicepresidente- viviamo in un contesto internazionale in perenne cambiamento e in un’epoca dalle molteplici sfide globali. In un mondo sempre più interconnesso, la Regione Emilia Romagna- prosegue Gualmini-  intende affrontare queste sfide senza paura e con una visione aperta e pragmatica del proprio futuro. Una sfida ben colta dai nuovi obiettivi dell’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile e che l’Italia – e prima ancora l’Unione Europea – devono saper gestire giocando un ruolo di primo piano nello scenario politico globale. La Cooperazione allo sviluppo, intesa come investimento per sostenere la pace tra i popoli e la crescita globale-conclude-  è e sarà nei prossimi anni una priorità della nostra agenda e un obiettivo costante nelle relazioni esterne. Per una regione come la nostra, che ha un’importante tradizione nella solidarietà internazionale, lo scenario di crisi ed emergenze sempre più complesse richiede uno sforzo al quale  non intendiamo sottrarci”.

Il Piano individua inoltre nell’ Area Adriatico-Ionica, Area di Vicinato, Africa Sub-sahariana, Asia Centro meridionale e in quella dell’ America Latina, le principali aree geografiche strategiche per l’attivazione di azioni nel periodo 2016-2018. Spetterà ora all’Assemblea legislativa il vaglio definitivo del documento.




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