festivalmigrazioneUna risposta straordinaria quella della comunità modenese e non solo (diverse sono state le presenze da tutta Italia) al Festival della migrazione, la cui prima edizione si è conclusa ieri, domenica 27 novembre. Oltre 1500 persone sono intervenute ai sei convegni, hanno preso parte agli spettacoli organizzati per tutte e tre le serate del Festival (proiezione dei docufilm “Io sto con la sposa” e “Dream is reality” e il laboratorio afrobeat curato dal jazzista Guglielmo Pagnozzi al Vibra) e hanno visitato la mostra-installazione “Scappare la guerra” del fotografo Luigi Ottani nel chiostro del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore (che rimarrà aperta fino al 15 dicembre). Una partecipazione sorprendente che ha gremito le sedi scelte per ospitare la manifestazione (Teatro Tempio, aula convegno del Dipartimento di Giurisprudenza e Centro Famiglia di Nazareth) a testimonianza di come ci sia un forte interesse sul tema e una evidente necessità di approfondimento.

Luca Barbari, presidente di Porta Aperta, stila un bilancio e lancia una proposta: “Questa prima edizione del Festival è andata oltre le nostre previsioni: la risposta del pubblico è stata molto positiva e i contenuti sono stati di alto livello per tutte e tre le giornate. Ora cosa resta da fare? Dare concretezza alle tante idee emerse. Ecco perché lanciamo una proposta, nella scia di quanto detto sia dal vescovo di Modena, don Erio Castellucci, che del direttore di Fondazione Migrantes. Perego, in particolare ha invitato a dare un tetto ai migranti, anche attraverso la raccolta di disponibilità di case. Come Porta Aperta ci offriamo come garanti e sollecitiamo la grande generosità dei modenesi a mettere a disposizione appartamenti e case sfitte per poter accogliere, con dignità e rispetto”.

Il tema scelto per questa prima edizione, promossa da Fondazione Migrantes, associazione Porta Aperta Onlus, Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore e IntegriaMo, con il patrocinio di Regione Emilia -Romagna e Comune di Modena e il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, è stato il “Diritto al viaggio: noi e loro” del quale si è parlato la prima giornata con il supporto di nomi importanti del panorama giornalistico italiano: Giampaolo Musumeci, Jacopo Storni e Domenico Quirico. Il secondo giorno del Festival ha visto, la mattina, una tavola rotonda tra esperti di diritto da tutta Italia e, il pomeriggio, un suggestivo dibattito teologico e antropologico con i preziosi contributi di Gian Carlo Perego, Francesco Remotti e Paolo Cianconi che hanno spaziato dalla Laudato si’ di papa Francesco alla identità e postmodernità. La terza e ultima giornata del Festival della migrazione ha visto diverse testimonianze, tra le quali, quella di Alessandra Morelli dell’ UNHCR che ha esortato a “fare appello senza vergogna alla nostra umanità” e Cecile Kyenge, che ha sottolineato la necessità di “dotarci di una legge nazionale per l’integrazione archiviando la Bossi-Fini che criminalizza l’immigrazione e genera clandestinità” Nel pomeriggio suggestioni dall’Etiopia con la scrittrice italo-etiope Gabriella Ghermandi e i toccanti racconti di ‘viaggio’, dall’Africa all’Italia, passando per la Libia in guerra e il Mediterraneo, di Camara, Mamadiang e Mamadou Yaya.