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L’ANPI Sassuolo in merito alle scritte nei pressi della rotonda di Viale della Pace

“Chi si sia trovato in questi giorni di festa a passare nei pressi della rotonda di Viale della Pace dedicata alla Forza di Spedizione Brasiliana, noterà  il muro di cinta  che fiancheggia la Circonvallazione lordato di scritte nere”.

“Non è la prima volta: da anni Sassuolo è ferita da svastiche, simboli della Repubblica di Salò, vandalismi ai manifesti informativi sulle iniziative che celebrano la fine della guerra e il 25 aprile. Sempre una mano indignata le ha cancellate. Noi sappiamo, vediamo, studiamo il fenomeno promuovendo giornate di approfondimento, lo combattiamo con le armi della democrazia. Il ventre che ha partorito i mostri è ancora fecondo.

Una delle scritte taccia i sette fratelli Cervi come infami.

Vorrei che questa volta nessuno cancellasse la scritta. Perché deve restarci davanti e farci riflettere: l’Italia e l’Europa non sono al riparo dal neofascismo, dal razzismo, dai nazionalismi aggressivi e dalla violenza e ciò richiede l’impegno quotidiano di tutti.

Questi omuncoli sono i veri “infami”, alla lettera  sono dei “senza voce”, “senza onore” , “ senza fama” e “senza memoria”: si esprimono solo nascosti nell’anonimato, degni   eredi di un’ ideologia e di un regime che ha fatto della menzogna, della mistificazione, uno dei suoi fondamenti, mandando avanti  a morire sui fronti d’Africa, Grecia, Russia tanta gioventù italiana.

Che i fratelli Cervi non siano infami sta a testimoniarlo la loro  precoce   scelta di opporsi al fascismo, pagata con la vita, l’impulso che li animava al miglioramento di sé e al riscatto sociale, pur essendo contadini mezzadri impoveriti da un regime che li affamava mentre lanciava lo slogan della “battaglia del grano”, il  desiderio di pace e di lavoro operoso di cui ci parlano i ricordi conservati nella casa-museo. L’Istituto Alcide Cervi di Gattatico (R.E.) è oggi importante luogo di memoria aperto ai cittadini e alle scolaresche, centro di studi e di ricerca storica sulla civiltà contadina e sede dell’archivio  di Emilio Sereni, intellettuale antifascista che al movimento contadino ha dedicato gli studi storici di una vita.

Per favore, non cancellate la scritta: ai Cervi e ai 45000 partigiani italiani morti su tutti i fronti di guerra, eleva nel pensiero e nell’azione quotidiana  di resistenza di chi vi passa davanti il monito più severo e il più tenace dei monumenti”.

 

(Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – sezione comunale di Sassuolo, la Presidente Maria Antonia Bertoni)

 




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