Home Regione Sicurezza alimentare, a Bruxelles vertice internazionale sul ruolo dei territori

Sicurezza alimentare, a Bruxelles vertice internazionale sul ruolo dei territori

Il ruolo delle Regioni sul tema della sicurezza alimentare. Il ruolo che possono avere i territori sulla sostenibilità della filiera produttiva e del suo rapporto con il mondo della ricerca e dell’innovazione. E quale il rapporto con le Istituzioni europee?
Sono alcuni dei temi della conferenza internazionale che si è tenuta oggi a Bruxelles negli uffici della Regione Emilia-Romagna. L’iniziativa, con la partecipazione del commissario europeo alla Salute e sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, ha riunitorappresentanti di Regioni, mondo accademico, le principali parti interessate e le Istituzioni europee per discutere le sfide attuali e le soluzioni comuni, da una prospettiva regionale.

“Qualità, sostenibilità e innovazione sono i temi su cui investire per l’agricoltura europea e la salute dei prossimi decenni- ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, chiudendo i lavori della giornata -. L’Unione europea ha una leadership mondiale su sicurezza alimentare e salute pubblica, che i territori e le Regioni europee possono contribuire a rafforzare. L’agroalimentare è uno dei motori trainanti dell’economia europea e la chiave per realizzare un’agricoltura all’avanguardia e sostenibile è il rafforzamento dei rapporti tra ricerca, impresa e mondo agricolo. L’Emilia-Romagna, leader in Europa nell’innovazione in agricoltura, ha messo a disposizione un investimento di 50 milioni di euro su progetti di ricerca (Goi) su effetti del cambiamento climatico, nuove tecniche di efficienza idrica e di agricoltura di precisione, studi su qualità dei suoli, agricoltura biologica e benessere animale, allevamenti antibiotic-free e recupero degli scarti organici”.

Altro esempio di innovazione portato alla conferenza quello dei Big Data. La Regione sta lavorando alla creazione del Tecnopolo Bologna Hub e proprio nell’ambito del settore food la raccolta e l’analisi dei dati possono portare vantaggi a tutta la filiera, ad esempio per garantire la tracciabilità del prodotto, monitorarne lo status e poter reagire tempestivamente in caso di alterazioni. Ricordato anche il World Food Research and Innovation Forum promosso dalla Regione Emilia-Romagna: una piattaforma europea e internazionale dedicata ai temi della ricerca, della sostenibilità, della sicurezza nel settore agrifood.

“In Emilia-Romagna- prosegue Caselli – nel 2017 abbiamo registrato un aumento del 6% sui mercati esteri e certamente ricerca e innovazione sono fattori determinanti per affrontare le sfide del futuro, soprattutto in termini di sostenibilità e incremento della produttività e dell’efficienza. La politica di sviluppo rurale pone il sistema della conoscenza e dell’innovazione fra le sei priorità generali dei Programmi di sviluppo rurale: abbiamo così accolto la sfida di costruire un modello di partecipazione degli attori nazionali e internazionali, sviluppando sinergie con il mondo della ricerca e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare. In sintonia anche le università dell’Emilia-Romagna: l’università di Bologna è prima – dopo il Centro nazionale delle ricerche – nel ranking dei progetti europei e internazionali in materia di sicurezza alimentare e l’università di Parma sta sperimentando partenariati tra pubblico e privati esemplari”.

La conferenza

All’assise è intervenuta anche la presidente dell’Assemblea legislativa regionale, Simonetta Saliera, oltre al Rappresentante d’Italia presso l’Ue, Michele Quaroni, il rettore dell’Università di Parma, Paolo Andrei, il segretario di Stato dell’Assia, Mark Weinmeister, e il parlamentare europeo Paolo De Castro.

Tre differenti sessioni hanno affrontato il tema del ruolo dei territori europei nella sicurezza alimentare.

Su Regioni e mondo accademico si sono confrontate la rete europea Euregha (European regional and local health authorities), le Regioni Emilia-Romagna e Scania (Svezia), l’Università di Parma, l’Università Cattolica del Sacro Cuore (Campus di Piacenza), la Norwegian University of Science and Technology e ActiFoods ApS.

Su Agrifood sono intervenuti rappresentanti di Bio-Based Industries Joint Undertaking, Copa-Cogeca, Cluster Agrifood nazionale italiano e della Scuola di Alta Formazione sugli Alimenti e la Nutrizione dell’Università di Parma.

Infine, il ruolo delle istituzioni europee Verso il 2030: visione, politiche e prassi europee è stato al centro della terza sessione con funzionari delle Dg Salute e Ricerca e innovazione della Commissione Europea e delle agenzie per la sicurezza alimentare Efsa (con sede a Parma) e Chafea l’Agenzia Ue per consumatori, salute, agricoltura e sicurezza alimentare.