Home Economia Oltre 160 i partecipanti al convegno CIA sulle nuove tecnologie

Oltre 160 i partecipanti al convegno CIA sulle nuove tecnologie

Dialogo tra produttori e mercati tramite una app: gli acquirenti inviano agli agricoltori indicazioni che permettono di dare una proiezione in anticipo sull’andamento delle vendite. È una delle tante applicazioni, già operative, spiegate nel corso di un convegno sulle nuove tecnologie da applicare in agricoltura. Arricchire l’agricoltura con l’innovazione è il titolo del dell’incontro promosso da Cia- Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna che si è tenuto a Bologna a Fico. Nel Centro Congressi del parco agroalimentare di Bologna erano presenti oltre centosessanta partecipanti.

“Il futuro dell’agricoltura passa di qui – ha sottolineato in apertura dei lavori Cristiano Fini, presidente Cia Emilia Romagna – perché è attraverso le moderne tecnologie che si possono ridurre i costi di produzione, migliorare la qualità delle materie prime ed ottenere sostenibilità ambientale necessaria al benessere del cittadino”.
Il convegno si è distinto in due fasi operative: nella prima sono state toccate con mano le realtà produttive attraverso il racconto delle esperienze aziendali e delle start-up, quindi le innovazioni applicabili all’agricoltura, la seconda è stata dedicata alle politiche europee e nazionali “Per ottenere  – ha ribadito nel suo intervento Fini – quell’innovazione di cui abbiamo tanto bisogno”.

Eros Gualandi, presidente di Coop Il raccolto ha parlato de “La tecnologia applicata ai seminativi”. “La nostra è un’esperienza consolidata – ha detto Gualandi – Da vent’anni ci occupiamo di introduzione e gestione delle applicazioni e tecnologie per eseguire agricoltura di precisione a pieno campo su tre livelli. Il primo dedicato al miglioramento della collimazione delle lavorazioni per ridurre tempi e sprechi, il secondo riguarda l’automazione degli input e infine la rilevazione e mappatura dei parametri quanti-qualitativi delle produzioni in campo. Lavoriamo – ha detto – per integrare dati raccolti dal campo con sensori e tecnologie in azienda per integrarli con quelli forniti dai satelliti: le tecnologie migliorano anche le produzioni tipiche, eccellenze del territorio”.

Sul vigneto del futuro, di quello intelligente, ne ha parlato Marco Vai di New Holland. “Raccogliere uva nel miglior modo possibile con l’obiettivo di ridurre costi di raccolta è una delle priorità – ha affermato. – In quarant’anni molto è cambiato e la qualità, sicuramente, nonchè i costi che rispetto alla raccolta manuale sono meno della metà. Oggi occorre scegliere sempre di più strade che portino al miglioramento del prodotto  raccolto e, soprattutto, alla selettività”.

Giovani imprenditori, alcuni startupper, hanno presentato idee innovative: Knowbel, incubatore della Fondazione Democenter di Spilamberto in provincia di Modena e Federico Ricci di Italian Company: “Ci occupiamo della creazione di strutture 4.0 per l’agricoltura e l’allevamento focalizzate sullo sviluppo della sostenibilità energetica, ambientale ed economica – ha detto Ricci – improntate verso un autosostentamento ed efficientamento dell’attività produttiva ed educazione ambientale con particolare focus sul benessere animale e la qualità dei prodotti agricoli”.

Simone Amidei e Marco Occhiato di Fruitlight hanno presentato invece una applicazione che riguarda interconnette produzione e mercato all’ingrosso: “Una app che si può comodamente utilizzare tramite smartphone e computer – hanno spiegato Amidei e Occhiato -. Si interfaccia tra produttore e mercato all’ingresso e committente degli ordini e permette di dare una proiezione in anticipo dell’andamento delle vendite dei prodotti sui mercati”.

Fabio Terzi di Delprosens si occupa invece di trasferimento tecnologico. “Forniamo sistemi di misura e sensori nonché sistemi speciali di depurazione di acque reflue ad una pluralità di settori industriali – ha spiegato – compreso quello agricolo e relativo alla trasformazione di derrate alimentari. Fornire soluzioni non convenzionali ad alto contenuto tecnologico gestendo gli aspetti hardware e software del sistema”.

“Il 1 marzo  – ha esordito Simona Caselli, assessore regionale all’Agricoltura – vogliamo dedicare una kermesse a Fico per parlare proprio di innovazione. Una parte convegnentistica ma, soprattutto, uno spazio dedicato a chi vuole presentare i propri progetti. Un’opportunità per spiegare e raccontare a chi è interessato, la propria idea. I soggetti saranno oltre 150”.

“Dobbiamo fornire tutte le informazioni e le possibilità a disposizione sul mercato circa l’applicazione delle tecnologie per migliorare azioni e performance aziendale – ha concluso il presidente nazionale di Cia Agricoltori italiani Dino Scanavino –  che aiutino i produttori e che inquinino meno, utilizzino meno energia e meno acqua. Occorrono, però, le condizioni giuste, e l’organizzazione più idonea anche per mettere in atto le start-up. Oggi questo ancora non c’è. Non abbiamo ancora una nuova politica agricola perché il riferimento normativo è ancora quello di 10 anni fa. È un handicapp per l’agricoltura, un insulto per i giovani che vogliono studiare negli istituti agrari, che vogliono frequentare l’università o che vintendono investire la propria attività in questo settore”.