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Appennino bolognese, firmato un protocollo per valorizzare la via Flaminia Militare

Cesare Agostini e Franco Santi sono due abitanti di Castel dell’Alpi accomunati da una passione: l’archeologia. Alla fine degli anni settanta, armati di pala e piccone, si mettono in testa di rinvenire la “strada romana” di cui nella zona si parla da sempre. Tra il disinteresse e lo scetticismo, i due impegnano tutto il loro tempo libero alla ricerca di qualche prova, che arriva nell’agosto del 1979, quando rinvengono il primo tratto di basolato, il tipico selciato delle strade romane. È la Flaminia Militare, la strada che conduceva da Bologna ad Arezzo passando non lontano dall’attuale centro abitato di Madonna dei Fornelli.

A quarant’anni di distanza i due ricercatori hanno sottoscritto, nei giorni scorsi, un protocollo con alcuni enti pubblici con il quale cedono il marchio “Flaminia Militare 187 a.c.” e i domini www.flaminiamilitare.it  e www.flaminiamilitare.com.

In cambio gli enti, nella fattispecie l’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese e i comuni di San Benedetto Val di Sambro, Barberino del Mugello e Firenzuola, si impegnano nella valorizzazione dell’antica strada romana, aggiornando i siti in questione e studiando iniziative promozionali. Inoltre è stata individuata tramite una procedura ad evidenza pubblica, come previsto nel protocollo, la cooperativa di comunità Foiatonda di Madonna dei Fornelli quale  soggetto che si occuperà nei prossimi anni della costante manutenzione e pulizia ordinaria e straordinaria dei resti degli antichi basolati romani e relativi accessi che costituiscono la storica strada romana “Flaminia Militare”.

La cooperativa svolgerà il servizio a titolo gratuito in cambio della possibilità di utilizzare il marchio della “Flaminia Militare 187 a.c.” ed i domini internet www.flaminiamilitare.it  e www.flaminiamilitare.com.

Il sindaco di San Benedetto Val di Sambro Alessandro Santoni, recentemente rieletto alla guida del comune appenninico per il secondo mandato, ha ringraziato tutti gli enti firmatari, sottolineando il ruolo del comune di Monzuno che, pur non essendo tra i sottoscrittori, quale membro dell’Unione ha contribuito al raggiungimento del risultato. E poi ancora Marco Tamarri per il fondamentale ruolo tecnico e di coordinamento e la cooperativa Foiatonda per aver deciso di percorrere assieme agli enti questo percorso di valorizzazione. «Si tratta di un risultato importante perché mantenere questi ritrovamenti storici in adeguato stato di conservazione è fondamentale, sia per rispetto del lavoro di Cesare e Franco e di tutti coloro che in quegli anni si sono impegnati in una sfida che sembrava impossibile, sia per l’importanza che la via Flaminia militare ha per la promozione del territorio del nostro Appennino».