Home Lavoro Occupazione 2001: Reggio 2° Modena 3°

Occupazione 2001: Reggio 2° Modena 3°

La provincia che nel 2001 ha
registrato il migliore tasso di occupazione è quella di
Bolzano, con una percentuale del 57,6%. Seguono due province
emiliane, Reggio Emilia e Modena attestate rispettivamente al
55,9 e 55,4%, davanti a Prato (53,7), Belluno e Vicenza entrambe
con il 53,6%.


Lo si evince -nota l’ Uffico studi Unioncamere
Emilia Romagna- analizzando le statistiche Istat relative alle
forze lavoro del 2001, che consentono di valutare anche l’
aspetto legato ai tassi di occupazione, intendendo la
percentuale di occupati sulla popolazione da 15 anni di età in
poi.
Sotto questo aspetto l’ Italia appare ancora una volta divisa
in due. Man mano che si discende la penisola i tassi tendono a
decrescere, presentando una forbice sempre più ampia. Oltre la
soglia del 50 per cento si trovano in tutto ventuno province,
tutte del Nord con le sole eccezioni di Prato e Siena. Per
trovare la prima provincia del Sud, vale a dire Pescara, bisogna
scendere al 59/o posto.
Gli ultimi trenta posti sono tutti occupati da province del
Sud, con la sola eccezione di Viterbo e Frosinone, comprese
nella ripartizione del Centro Italia. La ‘maglia nera’
appartiene ad Agrigento, il cui tasso di occupazione è del 30%.
Rispetto a Bolzano c’ è una forbice superiore ai ventisette
punti percentuali. Subito dopo si trovano Enna con il 30,6%,
Crotone (30,9), Napoli (31,8) e Palermo (31,8).
Le province dell’ Emilia Romagna presentano tassi di
occupazione compresi fra il 55,9% di Reggio Emilia e il 46,7% di
Piacenza.
Se si guarda poi all’ evoluzione dei tassi di occupazione,
prendendo come base il 1995, si può vedere che la maggioranza
delle province ha evidenziato progressi, spaziando dagli 11,1
punti percentuali in più di Trieste al +0,1 di Catanzaro. I
cali hanno riguardato venti province: dal -0,1 punti percentuali
di Forlì-Cesena ai 2,9 di Vibo Valentia.
In Emilia Romagna il miglioramento dei tassi ha riguardato la
maggioranza delle province, spaziando dai 4,8 punti percentuali
in più di Reggio Emilia al +0,3 di Ferrara. Le uniche eccezioni
sono state riscontrate, a Forlì-Cesena (-0,1) e Parma
(-1,0).