Home Trasporti Modena: ferrovia, Governo vuole ignorare enti locali?

Modena: ferrovia, Governo vuole ignorare enti locali?

Sul tema delle ventilate modifiche al progetto della linea ad Alta capacità, il presidente della Provincia ed i sindaci di Modena, Campogalliano e Castelfranco scrivono al governo.

Si trasmette il testo integrale della lettera congiunta, firmata dal Presidente della Provincia Graziano Pattuzzi e dai sindaci di Modena Giuliano Barbolini, di Campogalliano Giorgio Baroni e di Castelfranco Fausto Galletti, sul tema della linea ferroviaria ad Alta capacità. La lettera è stata inviata ai ministri delle infrastrutture Pietro Lunardi, dell’ambiente Altero Matteoli e dei beni culturali Giuliano Urbani: “Abbiamo appreso, non senza stupore, dagli organi di informazione, attraverso dichiarazioni di un Ministro della Repubblica, l’onorevole Carlo Giovanardi, e poi di alcuni parlamentari del Polo, che sarebbe avviato un confronto in sede interministeriale per definire modifiche sostanziali al tracciato della linea ferroviaria ad Alta capacità nel suo tratto di attraversamento del territorio modenese, ipotizzando un tracciato in galleria profonda, al posto di quello in superficie per la cui realizzazione sono già pienamente operativi i cantieri. A prescindere da ogni considerazione di merito sulle nuove (e per altro assolutamente vaghe ipotesi delineate sulla stampa) ci preme, con la massima fermezza, sottolineare una evidente grave anomalia nel rapporto tra Governo ed istituzioni locali, ma anche coi cittadini modenesi. Preme infatti ribadire che il procedimento amministrativo presso la Conferenza di Servizi riguardante le opere in questione sul territorio modenese (nuova linea ferroviaria ad Alta capacità, variante alla linea storica Milano-Bologna e sistema di interconnessioni con il nuovo scalo merci e la linea Modena-Verona), si è definitivamente concluso, dopo le sessioni della Conferenza stessa tenutesi in data 23 luglio 1997, in data 31 luglio 1998, e in data 24 luglio 2000. In sede di Conferenza di servizi, al termine di un ampio e partecipato confronto che ha coinvolto per anni cittadini, associazioni e istituzioni locali, si è siglata una intesa con il governo, lì rappresentato dai Ministeri per le infrastrutture, per l’ambiente e per i beni culturali. Sarebbe dunque assai grave, e indice di una criticabile volontà accentratrice, se il governo intendesse recedere da tali impegni senza discutere di ciò con il sistema degli enti locali (pur avendo ritenuto qualche ministro che di tali intenzioni si può informare la stampa, ingenerando così aspettative e confusioni, sulla base di ipotesi non ancora supportate, par di capire, da alcuno studio o progetto concreto). Proprio in considerazione del lungo e difficile confronto che sul tema del percorso della linea ad Alta capacità c’è stato, vogliamo ribadire come i contenuti trasportistici dell’intesa raggiunta siano per noi, e per il sistema economico e delle imprese, imprescindibili, anche in un’ottica di sostenibilità per il territorio. Tali contenuti sono incentrati sulla sistematicità di intervento sulla rete di trasporti locale, che cioè non vede la nuova linea come un qualcosa che semplicemente attraversa il territorio, ma che, attraverso le interconnessioni già citate con la linea storica Milano-Bologna, la linea Modena-Verona e con il nuovo scalo merci, produce un beneficio per il sistema di relazioni e scambi sul territorio stesso. Partendo da tale situazione di fatto, è evidente che sarebbe del tutto inaccettabile e grave se il governo intendesse sviluppare ipotesi alternative senza un confronto preventivo con le autonomie locali: Comuni, Provincia, Regione. In considerazione del fatto che i cantieri sono operativi, è evidente che la prospettiva di soluzioni diverse dalle attuali significa un evidente rischio di spreco di fondi e risorse. E’ per questo che ci pare criticabile aver prospettato con leggerezza altre ipotesi. Se tali ipotesi ci sono ed hanno un reale fondamento sul piano della fattibilità, della compatibilità idrogeologica, dei costi e dei tempi, è doveroso se ne parli nelle sedi opportune e come enti locali chiediamo di essere coinvolti per poterle verificare, e svolgere le nostre considerazioni di merito. Qualora tali ipotesi non avessero tale fondamento (ad esempio sui tempi è evidente che si parla di rifare la progettazione, a partire appunto dagli studi idro-geologici sino al tema di come salvaguardare con un tracciato in galleria le interconnessioni citate col resto della rete: è evidente che ciò comporta un lavoro di diversi mesi e forse di anni), chi con tanta disinvoltura le ha prospettate, speriamo non in maniera strumentale ed a fini di battaglia politica, sarà chiamato ad assumersene la piena responsabilità di fronte ai cittadini ed al sistema economico. Pur nella vaghezza di quanto riferito dalla stampa, va ricordato che stante le caratteristiche tecniche della linea ad Alta capacità, un percorso in galleria significherebbe evidentemente dover passare sotto ai due fiumi Secchia e Panaro con un tunnel superiore ai 20 chilometri di lunghezza. Una precisazione va poi fatta nel merito della questione della discarica di Via Caruso, il cui attraversamento è stato definito sempre in sede di Conferenza dei servizi. L’affermazione del ministro Giovanardi che, in relazione a tale questione ha parlato di “bomba ecologica” è in palese contrasto col “giudicato” del Ministero dell’Ambiente stesso, così come non risponde a verità l’affermazione secondo la quale non si sarebbe trovata finora nessuna impresa disposta ad accettare l’appalto dei lavori. Semplicemente, non si è potuto ancora soddisfare la prescrizione di presentare, come richiesto, un progetto stralcio – riguardante un primo lotto d’intervento sperimentale all’Osservatorio Ambientale. Ciò perché l’Osservatorio Ambientale, che avrebbe dovuto essere costituito fin dal 1998, è stato in realtà designato dal Ministro dell’Ambiente con proprio decreto solo il 20 dicembre 2001. I progetti preliminari sono stati regolarmente approvati all’inizio del 2001, e gli interventi figurano nel programma di opere pubbliche per il 2002. Diverse imprese, anche locali, hanno manifestato interesse per l’esecuzione dell’intervento, che – lo si ricordi, – ove non si fosse optato per un’esecuzione a cura del Comune di Modena (con finanziamento TAV), sarebbe stato comunque pacificamente realizzato dalle imprese che aderiscono al Consorzio CepavUno, cui non sarà comunque inibita la partecipazione alle gare. In conclusione, e sempre in tema di corrette relazioni tra le diverse espressioni del governo, riteniamo poi doveroso richiamare la Loro attenzione sul fatto che, ad ormai più di tre mesi di tempo, siamo ancora in attesa di una risposta dal Presidente del Consiglio dei ministri al quesito da noi sollevato, ai sensi della Legge 400/88, circa il conflitto evidenziatosi tra diversi organi dello Stato, dopo il vincolo posto dalla Sovrintendenza per i beni e le attività culturali (in relazione all’interferenza della linea ad Alta capacità con villa Vandelli), che disconosce quanto diversamente stabilito e sottoscritto dai diversi ministeri interessati in sede di Conferenza dei servizi”.