Matilde Campi, la suora di 76 anni che martedì si è buttata con il furgoncino che stava guidando
nel fiume Panaro a Camposanto nel modenese, secondo la congregazione delle Suore Serve di Maria di Galeazza (BO) di cui faceva parte, non si sarebbe suicidata, come ritengono invece gli investigatori.


Riferendosi all’ ipotesi del suicidio avanzata dai
carabinieri, la Congregazione in una nota rileva che ”allo stato attuale non ci sono elementi sufficienti che avvalorino tale tesi”. Il comunicato tocca pure il problema che, secondo organi di stampa, potrebbe essere alla base della crisi che
avrebbe sconvolto la religiosa: dovere lasciare dopo 20 anni e in età avanzata la Casa Madre di Crevalcore per essere trasferita ad un asilo di Fiumalbo, nell’ alto Appennino modenese.
”E’ prassi costante – si legge nel comunicato, diffuso dall’ ufficio stampa dell’ arcidiocesi di Bologna – che i trasferimenti delle religiose avvengano nel dialogo con i superiori e la persona interessata, tale prassi è stata seguita anche in questa circostanza. Inoltre l’ intera vita di suor
Maria Rinalda -il nome da religiosa di Matilde Campi- è stata spesa in coerenza con i valori cristiani e i consigli evangelici da lei sempre testimoniati”. I familiari della donna, comunque, si sono rivolti ai carabinieri perchè facciano chiarezza sull’ episodio. Secondo i primi accertamenti, la suora a bordo del furgoncino si sarebbe gettata nel fiume martedì pomeriggio mentre il corpo è stato
ripescato sabato. Per i carabinieri di Carpi, che conducono le indagini, l’ argine del Panaro sarebbe stato raggiunto volontariamente dalla religiosa. Più chiarezza sulle cause del decesso dovrebbe comunque venire dall’ autopsia.