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Scuola: dopo le proteste arrivano più insegnanti

Il ministero dell’Istruzione ha parzialmente rimediato alle carenze di insegnanti emerse nelle scorse settimane dalla definizione dell’organico di diritto a Modena e segnalate con una lettera dal vicepresidente della Provincia Claudio Bergianti al ministro Letizia Moratti e al direttore scolastico regionale Lucrezia Stellacci.

“L’organico di fatto – spiega Bergianti – prevede oggi tutti gli insegnanti di sostegno necessari per gli alunni disabili e si pone rimedio anche a quattro su cinque delle sezioni di scuola d’infanzia per le quali era stata richiesta l’istituzione. Non ci sono risposte, però, per le domande non accolte di tempo prolungato nella scuola media inferiore, così come per i progetti legati alla dispersione scolastica e all’integrazione degli alunni stranieri”.

La lettera di protesta, sottoscritta anche dagli assessori all’Istruzione dei principali Comuni, era stata inviata anche ai parlamentari modenesi sottolineando la situazione di difficoltà e le conseguenze “sulla qualità e quantità del servizio scolastico nel nostro territorio”.

La risposta alla sollecitazione è stata positiva per quello che riguarda gli insegnanti di sostegno: ne mancavano oltre un centinaio per confermare il rapporto tra insegnanti e alunni certificati assicurato negli ultimi anni, ma anche in questo modo – aggiunge Bergianti – il settore “rimane in uno stato di precarietà: tutti gli anni dobbiamo “strappare” il personale necessario che l’organico di diritto non prevede”.

Le quattro nuove sezioni statali di scuola d’infanzia sono state istituite a Vignola, a Pavullo e due a Carpi, dove in realtà ne erano state chieste tre.

“Il mancato accoglimento delle richieste per il tempo prolungato alle medie – conclude Bergianti – insieme alla riduzione delle risorse per i progetti speciali e all’applicazione meccanica della costituzione di cattedre a 18 ore di insegnamento effettivo nelle superiori, provocheranno inevitabili ostacoli alla progettazione di percorsi innovativi, determinando un impoverimento complessivo dell’offerta formativa della scuola”.