Per 7 esperti su 10 non ci sono dubbi: obesità e diseducazione alimentare si imparano a scuola. Sul banco degli imputati salgono quindi le mense scolastiche e le cattive abitudini alimentari apprese tra i banchi dal primo anno di scuola sino alla fine delle medie, un periodo durante il quale i bambini sembrano essere abbandonati a se stessi in fatto di alimentazione.

E’ quanto emerge da una ricerca realizzata dal mensile Dimagrire (Edizioni Riza), in edicola da domani, effettuata su 100 tra nutrizionisti e dietologi, secondo i quali l’educazione alimentare deve partire proprio dai primi anni di scuola.

Il risultato? Secondo gli ultimi dati, un bambino su tre è in sovrappeso o addirittura obeso. Invece che educati e indirizzati, i bambini tra i 6 e i 13 anni vengono lasciati in balia di snack, merendine e dolciumi vari. Senza che nè i genitori nè i maestri battano ciglio. E gli esperti avvertono: la prevenzione deve partire dalle mense e dagli intervalli. Insomma, i bambini, se non indirizzati, regolati e educati, imparano a mangiare male, e a interiorizzare uno stile alimentare negativo che li accompagnerà sino all’età adulta. Gli esperti sottolineano: il modo di mangiare dei bambini in età scolare sta radicalmente peggiorando. Troppi snack e merendine (62%), bibite gassate (54%), caramelle e chewin-gum anche in classe (31%). E per aumentare le tentazioni, nei corridoi delle scuole è sempre più facile trovare distributori automatici di ogni genere di snack.

Al contrario, completamente dimenticate quelle che tutti gli esperti definiscono le sane abitudini alimentari: la prima colazione che o sparisce, o diventa troppo frettolosa e abbondante (24%) e lo spuntino di metà mattina, una volta fatto con alimenti naturali o quantomeno ‘controllati’, mentre ora del tutto sostituito da continui spuntini (46%). Ancora piu’ allarmante il dato secondo il quale i soggetti maggiormente preda delle cattive abitudini, secondo un esperto su tre (37%) sono soprattutto i bambini in età scolare, in particolare quelli delle scuole elementari (23%) e medie (19%). Insomma, a scuola si ingrassa: tra carenza di controlli, disinteresse o permissivismo da parte sia dei genitori che degli insegnanti. A cominciare proprio dalle mense, considerate di livello non soddisfacente da sei esperti su dieci (57%), che bocciano la qualità dei menu scolastici: per il 35% è insufficiente, per il 22% addirittura scarso, e appena sufficiente per uno su quattro (23%). I motivi? Scarsa attenzione e cura nella preparazione dei piatti (72%), porzioni troppo grandi (66%), igiene non sempre sufficiente (57%) ed eccessivo ricorso a piatti precotti o preconfezionati (48%).

La conclusione? Secondo gli esperti interpellati dal mensile, non farebbe male un ritorno alle sane abitudini di una volta (25%), alle merendine naturali o fatte in casa (18%), e soprattutto a un impegno nell’educazione alimentare (29%) da parte delle scuole e dei genitori, che potrebbero vigilare non solo su cosa i figli ingurgitano in casa e in classe (14%), ma anche su cosa le mense propinano. In particolare ai più piccoli.

(Ansa)