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Produzione industriale ancora ai blocchi di partenza

Prosegue l’osservatorio congiunturale sull’artigianato e la piccola impresa in Emilia Romagna, Confartigianato Federimprese ha infatti commissionato al Centro studi sintesi di Mestre una indagine sull’andamento dell’economia nel 2004 in Emilia Romagna e scenari futuri, ottenuta attraverso la rielaborazione dei dati Prometeia.

Per quanto riguarda la produzione emerge un miglioramento sensibile ed anche per ciò che riguarda gli ordini totali nel nord si registra un netto miglioramento rispetto al 2003; il rallentamento della produzione industriale è imputabile al calo degli ordini sia dall’interno che dall’estero.

L’Emilia Romagna, con un Prodotto Interno Lordo pari a 119.158 milioni di Euro, contribuisce a formare circa il 40% del PIL dell’area Nord Orientale e l’8,8% del nazionale, inoltre rispetto al 2003 il PIL è cresciuto dell’1,8%, contro lo 0,2% del 2003. Positivo anche il valore del PIL pro capite, pari a 29.367 euro per abitante, superiore del 4,9% al Nord Est e del +25,1% del nazionale.
Nel 2004 il valore dei consumi interni delle famiglie ha sfiorato i 70 milioni di euro (69.739,8 mln €), poco più del 39% dei consumi totali registrati nel Nord Est e l’8,5% dei consumi complessivi nazionali.

Relativamente agli investimenti fissi lordi, l’Emilia Romagna costituisce il 38,3% e il 9,4% dell’ammontare complessivo rispettivamente del Nord Est e dell’Italia; accelera infatti in Emilia Romagna la crescita degli investimenti nelle costruzioni e fabbricati (+4,6%), che consolida e rafforza il già lusinghiero risultato (+3,9%) fatto segnare l’anno precedente.

Le valutazioni scendono di tono, invece, se si considerano gli investimenti in macchinari e impianti: qui, infatti, l’Emilia Romagna non riesce ad andare oltre un +0,6%, incremento che comunque frena il ridimensionamento avvenuto nell’anno precedente ma che in termini di valore risulta pari alla metà di quello relativo al Nord Est e all’intero sistema economico nazionale (+1,3%).
La crescita del valore aggiunto prodotto dall’Emilia Romagna (+1,8%) si colloca su livelli analoghi a quelli del Nord Est (+1,5%), e superiori al riferimento nazionale (+1,3%). Il leggero incremento del comparto industriale, anche se l’incremento registrato (+0,3%) non evidenzia ancora una decisa ripresa, mentre nelle costruzioni il +4,3% stimato assume una connotazione ampiamente positiva in ragione dei modesti risultati del Nord Est e dell’Italia. I servizi, voce che rappresenta oltre la metà del valore aggiunto prodotto dalla regione, salgono dell’1,7%, dato leggermente inferiore al valore fatto segnare dall’intero Nord Est, ma che comunque esprime una buona crescita del settore.


Nel 2004 in Emilia Romagna le importazioni dall’Estero hanno superato i 20.000 milioni di Euro, circa un terzo delle importazioni complessive del NordEst (33,0%) e il 7,2% del sistema economico nazionale. Le esportazioni di beni, invece, hanno prodotto un valore di 34.190 milioni di Euro, pari al 38,7% delle esportazioni del NordEst e al 12,4% del totale dell’export italiano. Il buon risultato del saldo commerciale può essere ricondotto ad una crescita delle esportazioni del +3,7% tra il 2003 e il 2004, congiuntamente ad una lieve flessione (-0,2%) delle importazioni, palesemente in controtendenza con quanto verificatosi nel Nord Est e in Italia. Tuttavia, le previsioni per il futuro indicano un rallentamento della crescita delle esportazioni, che dovrebbe convergere sui livelli stimati per il Nord Est (+2,2% nel 2004/05); mentre viene stimato un sensibile incremento delle importazioni (+3,7% nel 2004/05).

Nel 2004 in Emilia Romagna, a fronte di poco più di 4 milioni di abitanti, risultano occupate oltre 1,8 milioni di persone; il tasso di occupazione, pari al 45,5%, sebbene in leggera flessione rispetto alla precedente rilevazione è comunque superiore a quello del NordEst (44,7%) e a quello medio nazionale (38,9%). Il tasso di disoccupazione per il 2004 appare in leggera crescita: il 3,1% del 2003 viene infatti superato dal recente 3,7%, valore in linea con il dato del Nord Est ed ampiamente inferiore all’8,0% dell’Italia.


Per quanto riguarda le Province in termini assoluti, la maggior crescita di valore aggiunto si è realizzata a Reggio Emilia (+2,4%), ma anche l’evoluzione positiva in altre province (Bologna: +2,3%; Ferrara: +2,3%; Parma: +2,2%) ha consentito di far registrare a livello regionale una crescita dell’1,8%. In previsione, nel triennio 2004/2007, sarà Bologna ad evidenziare la performance migliore (+2%), ma anche nelle province di Parma e Reggio Emilia si attendono incrementi vicini ai due punti percentuali per una variazione complessiva del valore aggiunto nella regione pari all’1,7%. In termini relativi, rapportando cioè il valore aggiunto con la popolazione presente, il valore pro capite più elevato risulta essere quello di Bologna (30.268 Euro); la variazione più significativa (+1,4%) si è verificata a Ferrara, a fronte di involuzioni che hanno interessato la provincia di Rimini (-0,9%), quella di Parma (-0,8%) e Modena (-0,3%). La crescita del reddito disponibile delle famiglie nella regione (+4,3%) è stata ripartita in maniera equa tra tutte le province, così come quella riferita alla spesa per consumi delle famiglie (+3,7%). Per il futuro si prevede un aumento medio dei consumi nelle varie entità territoriali intorno al 3,6% con variazioni uniformi. In termini assoluti, il maggiore volume di esportazioni tra le province dell’Emilia Romagna è raggiunto nel 2004 da Bologna e Modena con valori superiori agli 8.300 milioni di Euro e con incrementi sostenuti soprattutto nel primo caso (+4,5%). In realtà in quasi tutte le province si sono incrementati i volumi delle esportazioni (su tutte, Reggio Emilia con un +8,2%), fatta eccezione di Forlì-Cesena (-0,9%). In prospettiva, le previsioni migliori si hanno per Ferrara (+4%), mentre Bologna e Reggio Emilia cresceranno ad un tasso medio annuo del +1,8%. Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, nel 2004 quattro province hanno un valore inferiore al dato medio regionale fissato al 3,7%: Reggio Emilia (2,7%), Bologna (3,1%), Piacenza (3,4%) e Parma (3,6%). Il dato più preoccupante risulta l’incremento di Rimini, +2,1% rispetto al 2003, mentre solamente Ravenna ha fatto registrare un calo rispetto l’anno precedente (-0,2%).



L’ECONOMIA NEL 2004 IN EMILIA ROMAGNA: DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE GIANPAOLO PALAZZI

“Il quadro che emerge dalla ricerca di Confartigianato è tutto sommato positivo ma non si può non notare che ci sono luci e ombre, queste ultime poi non sono da sottovalutare. Come imprenditore e cittadino non posso negare le difficoltà che attraversa il sistema Italia ma come Presidente Regionale di Confartigianato di fronte a questi dati non posso negare che l’Emilia Romagna sta reagendo alle difficoltà meglio di altre, anche nel cosiddetto ‘ricco Nor-Est’. Il saldo commerciale è positivo con valori decisamente migliori rispetto a quelli nazionali ma non possiamo dimenticare che per il prossimo triennio si prevedono rallentamenti nella crescita delle esportazioni e aumento di importazioni. L’asse portante dell’economia regionale è rappresentato dalle piccole e medie imprese che sempre più sentiranno il peso della concorrenza di paesi come la Cina e questi dati lo dimostrano, occorrono quindi politiche di sostegno a queste realtà, sia a livello nazionale che regionale.”