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Bologna: convenzione tra Ausl e Arad





Da gennaio del prossimo anno, a
Bologna, i malati di demenza senile saranno assistiti a domicilio da un team di pronto intervento. Esperti nel campo della demenza aiuteranno le famiglie nella gestione quotidiana dei singoli problemi e si occuperanno anche di accudire i malati, in orari e date prestabilite.

L’obiettivo del progetto (che si sviluppera’ in due anni) e’ quello di favorire il benessere delle persone affette da demenza e dei loro familiari.


Grazie a questa convenzione, verra’ organizzato anche un punto di incontro e intrattenimento per gli ammalati e i familiari. Un modo per favorire il crearsi di nuove realazione e per spezzare il cerchio di isolamento in cui spesso e’ relegato il malato. In questi centri i malati potranno essere accuditi per alcune ore del giorno.


Sono gia’ attivi invece due numeri di pronto intervento dedicato ai familiari (uno presso il Centro demenze dell’ospedale Maggiore) che danno informazione sugli aspetti sanitari, consigli (anche legali) su come affrontare le difficolta’ nella gestione delle persone colpite da demenza e supporto psicologico. Nel settembre di quest’anno verranno invece organizzati corsi di stimolazione cognitiva rivolti a gruppi di malati, ma anche a chi li assiste. E a partire da novembre sara’ attivato un ‘Punto telefonico per le urgenze’ rivolto ai medici di medicina generale per consigli diagnostici e terapeutici.



L’intero progetto e’ finanziato dalla Fondazione Carisbo (100mila euro) e da Tim (20mila euro). L’Azienda Usl di Bologna, in accordo con il Comune, investira’ professionisti dedicati al servizio per un valore complessivo di 120mila euro.


Secondo un’indagine (del 1996), la demenza senile a Bologna supera la media nazionale. Lo scorso anno sono state seguite 3000 persone; 1700 quelle seguite dal Centro demenza della Usl bolognese. Ma a Bologna sarebbero oltre 6000 gli ultrasessantacinquenni affetti dalla malattia, con olte 1100 nuovi casi l’anno. La malattia di Alzheimer e’ la forma piu’ frequente di demenza (50-60% dei casi), seguita dalla demenza su base vascolare (20%) e da altre demenze di tipo degenerativo (20%). In Italia, secondo lo studio Ilsa (Studio longitudinale italiano sull’invecchiamento), la demenza colpisce il 5,3% degli uomini ed il 7,2% delle donne con oltre 65 anni, con un tasso di incidenza medio annuo dell’1% per gli uomini e dell’1,3% per le donne.



E i dati di un’indagine del 1996, dicono che la malattia colpisce maggiormente i soggetti meno acculturati: chi ha un patrimonio culturale consistente ha infatti maggiori capacita’ di difesa.

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