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Mercato del lavoro: la Provincia di Bologna ai vertici nazionali

L’assessore al Lavoro della Provincia di Bologna, Paolo Rebaudengo, ha presentato oggi alla V Commissione consiliare (istruzione, formazione e
lavoro) una sintesi descrittiva della situazione del mercato del lavoro nel territorio provinciale, sulla base dei dati forniti dal Servizio alle politiche attive del lavoro e formazione della Provincia di Bologna, Istat e Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura al 31 dicembre 2005.


Dal 1991 la popolazione in età lavorativa (dai 15 ai 64 anni) a Bologna e provincia è diminuita di 20.152 unità (dal 69,5% al 64,6% della popolazione
totale) attestandosi a 609.898 unità.
La “forza lavoro” (occupati più disoccupati), con 438.000 unità, ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 12 anni. Il tasso di attività (rapporto tra la forza lavoro e la popolazione tra i 15 e i 64 anni), pari al 71,3%, colloca la provincia di Bologna al quarto posto in Italia per tasso di attività dopo Reggio Emilia, Modena e Ferrara.

Il tasso di attività femminile si attesta al 65,6 %, valore più alto della Regione e d’Italia, a pari merito con la provincia di Ravenna. Il numero di occupati
(da definizione Istat, riconosciuta a livello europeo, tutte le persone comprese tra i 15 e i 64 anni che nella settimana dell’intervista hanno svolto almeno un’ora di lavoro), compresi i comparti del pubblico impiego e del lavoro autonomo, è di 426.428 unità. Il dato è il più elevato degli ultimi 12 anni e la crescita è in gran parte sostenuta dall’aumento
dell’occupazione femminile (più 25.000 unità dal 2001, anche se rispetto al 2004 perde 1000 unità).
Il tasso di occupazione si attesta al 69,4 %, inferiore solo a Reggio Emilia (70,8%) e Modena (70,0%). Il tasso di occupazione femminile a Bologna e provincia è il 63,2 %, il più alto in Italia.

Il tasso di disoccupazione è diminuito nell’ultimo anno (dal 3,1% al 2,7%), portando l’intera provincia al primo posto in Italia, unica insieme alla
provincia di Bolzano al di sotto della soglia del 3%. In particolare la disoccupazione maschile cala dal 2,6% del 2004 all’ 1,9%, mentre per il tasso femminile si evidenzia una lieve inversione di tendenza, passando dal 3,6% del 2004 al 3,7% del 2005, comunque il più basso dell’intera regione
(5,3%) e, dopo Bolzano, di tutto il territorio nazionale. In assoluto, si tratta di 11.844 disoccupati (4.482 uomini e 7.362 donne).

Gli addetti delle 88.000 imprese attive del territorio provinciale sono 197.400. Le aziende industriali (manifatturiere e dell’edilizia) ricoprono il 27% delle imprese e assorbono il 46% degli addetti delle imprese, di cui 73.006 lavorano nel settore manifatturiero). Le attività commerciali (di
distribuzione al dettaglio e all’ingrosso) rappresentano il 25% delle imprese e impiegano il 18% degli addetti (35.301). La restante parte del
terziario copre il 34% delle imprese e raccoglie il 30% degli addetti, pari a 59.812 unità. L’agricoltura, infine, raccoglie il 13% delle imprese e impiega il 6% degli addetti pari a 11.041.

L’assessore Rebaudengo, commentando questi dati, ha evidenziato in particolare la correlazione tra i tassi di occupazione e il saldo positivo tra imprese iscritte e cessate nell’anno. E’ infatti confermata la curva positiva del saldo, in atto dal 2003, con un +1.180 nel 2005 rispetto al
2004 (7.097 le iscritte e 5.917 le cessate). Per il settore manifatturiero il tasso di sviluppo si mantiene invece ancora negativo, con un saldo
negativo di 206 imprese. Gli iscritti ai Centri per l’impiego della provincia al 31 dicembre 2005
erano 36.100, di cui il 60% donne, il 22% stranieri, il 29% alla ricerca del primo impiego. Il 58% degli iscritti ha un titolo di studio pari o inferiore alla licenza media inferiore, il 27% un diploma e l’11% una laurea. Nel corso del 2005 si sono iscritti in 16.000 e cancellati altrettanti.
Tra i nuovi iscritti ben 4.400 hanno un’età superiore ai 40 anni (in maggioranza donne), provenienti dai processi di espulsione dal mercato del lavoro conseguenti a crisi e ristrutturazioni aziendali.