Home Appennino Modenese A Renno si inaugura l’organo restaurato della Pieve

A Renno si inaugura l’organo restaurato della Pieve

Sarà don Alberto Brunelli, organista titolare del Duomo di Ravenna e direttore della Cappella musicale a inaugurare, stasera alle 21, l’organo restaurato della Pieve di Renno a Pavullo. Il concerto per organo e violino (la violinista è Beatrice Donati) fa parte della rassegna musicale ‘Armonie tra musica e architettura’ ed è a ingresso gratuito.

Sono in programma, tra gli altri, brani di Pachelbel, Corelli, Vivaldi e, naturalmente, Mozart, in occasione del 250° anniversario della nascita.

La rassegna, giunta ormai alla decima edizione, è promossa dalla Provincia e dalla Fondazione Cassa di risparmio di Modena, con la direzione artistica dell’associazione “Amici dell’organo Johann Sebastian Bach”, anche con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico e artistico.

L’organo della chiesa intitolata a San Giovanni Battista fu costruito nel 1877 da Luigi Boselli utilizzando materiali di un precedente organo di Antonio Morelli del 1754. Il restauro è stato realizzato da Paolo Tollari. Il costo dell’operazione è stato di quasi 17 mila euro con un contributo della Provincia nell’ambito del progetto iniziato nel 1998 che «ha permesso, con un’iniziativa unica in Italia, di recuperare 35 organi storici, dalla montagna al capoluogo e alla bassa pianura» ricorda l’assessore provinciale alla Cultura Beniamino Grandi sottolineando come l’operazione abbia come obiettivo “la tutela e la valorizzazione dei beni artistici” e sia realizzata insieme al progetto per la dotazione di dispositivi di sicurezza nelle chiese.

La Pieve di Renno, le cui vicende sono legate alla storia della famiglia dei marchesi Montecuccoli e, in particolare, di Raimondo Montecuccoli, il generale dell’Impero famoso in tutt’Europa, che si dice battezzato qui nel 1609. La Pieve venne costruita intorno all’anno mille (chi dice tra l’VIII e il IX secolo, chi nel 1157), con interventi e ampliamenti successivi, ed era la più importante dell’Appennino, con giurisdizione su oltre trenta chiese. Con ampia facciata a capanna, è di rustica struttura romanica con un interno a tre navate. I dipinti conservati sono settecenteschi, mentre un affresco del Cinquecento è dedicato al “Battesimo di Cristo”. Il legame con i Montecuccoli è evidente anche nelle testimonianze: all’ingresso l’acquasantiera del Seicento con lo stemma, poi nella cappella di destra le sepolture quattrocentesche e l’altare dipinto del tardo ‘500, con un’ “Annunciazione” entro cornice di legno intagliato e dorato.