Home Regione Immigrazione: Leoni (FI) no a iniziative che ‘separano’

Immigrazione: Leoni (FI) no a iniziative che ‘separano’

Prendendo spunto dal “caso di Hina Saleem, l’immigrata pakistana ventenne di religione islamica sgozzata dai parenti in un paese del bresciano per non aver accettato un matrimonio combinato dal padre e per aver progettato l’unione con un infedele”, il consigliere regionale di Forza Italia Andrea Leoni, ha presentato un’interrogazione, evidenziando che “il dramma di Hina non è un caso isolato ma la sorte di migliaia di donne che ogni anno subiscono gli stessi soprusi, sempre più di sovente anche nei Paesi occidentali dove si insediano gli immigrati extracomunitari la cui religione su questi temi è intransigente”.


Anche nel nostro Paese – prosegue Leoni – sarebbero diffuse pratiche come matrimoni obbligati, punizioni fisiche, omicidi riparatori, poligamia, segregazione delle donne, mutilazioni genitali ed “in alcuni quartieri di città italiane, dove prevalgono immigrati extracomunitari di religione islamica, sembra sia già praticata la shari’a”.

“In Emilia-Romagna – a parere di Leoni – si è avuta notizia di episodi di maltrattamenti, per esempio in provincia di Bologna, riportabili all’incompatibilità tra la cultura islamica radicale e l’aspirazione delle donne ad emanciparsi”, ma sarebbe anche “risaputo che molti altri casi non vengono denunciati per il terrore delle donne o per la loro passiva rinuncia ad ottenere condizioni di vita migliori”.

Uno dei problemi – spiega ancora Leoni – è che in Emilia-Romagna viene ancora propugnato il multiculturalismo, che, “al contrario di quello che credono le anime belle del terzomondismo”, significa anche “la legittimazione di una cultura di crudeltà e sopraffazione nei confronti degli esseri più deboli considerati inferiori”.

E’ quindi “evidente che tante iniziative sponsorizzate dalla Regione e dagli Enti locali dell’Emilia-Romagna sulle basi dei principi multiculturali, per esempio le piscine dedicate solo alle donne musulmane a Modena, le feste del modenese dove viene esaltata la specificità islamica ed oggi anche le spiagge pubbliche a Riccione dedicate solo alle mogli di nababbi islamici, non sono altro che la punta dell’iceberg di questa legittimazione istituzionale a costumi dettati da una religione oscurantista, non condivisibili per una società laica, libera e moderna”.

Leoni chiede quindi alla Giunta regionale se non ritenga, alla luce di questi episodi, di dover compiere una inversione di rotta sui patrocini alle feste multiculturali, non promuovendo iniziative che legittimano la segregazione delle donne o la loro separatezza rispetto al resto della società, quali iniziative intenda porre in essere per capillarizzare l’informazione sui diritti delle donne, “che passa in primo luogo attraverso la conoscenza della lingua italiana”, e sulla possibilità di denunciare gli abusi e di conseguenza quali azioni intenda attivare per “costruire una reale rete di difesa per le donne in pericolo di ritorsioni” per avere avuto questo coraggio.

Il consigliere vuole infine sapere se in città dell’Emilia-Romagna con quartieri dove prevale l’insediamento di extracomunitari di religione islamica vi siano notizie di applicazione della shari’a e, nel caso, quali iniziative si intendano intraprendere, di concerto con le forze dell’ordine, per smantellare immediatamente l’insediamento di tali pratiche che “contrastano totalmente con il nostro ordinamento ed i nostri principi, ma soprattutto con le più elementari regole generali del diritto”.