Home Reggio Emilia Al via i soggiorni studio-lavoro sull’Appennino reggiano

Al via i soggiorni studio-lavoro sull’Appennino reggiano

Domenica 10 giugno prendono il via i soggiorni studio-lavoro del Progetto Fare per capire in Appennino 2° edizione, rivolto ai ragazzi delle scuole superiori. Il progetto, di Alessandra Curotti dell’Ufficio Parchi e Paesaggio della Provincia di Reggio Emilia e dell’Ass. Sestante è promosso e finanziato dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Come nel giugno 2006, gruppi di studenti reggiani e quest’anno anche toscani, passeranno insieme una settimana nelle borgate del Parco Nazionale, a fine anno scolastico, nel periodo compreso dal 10 al 24 giugno, guidati da tutor esperti immersi nell’ambiente, nel paesaggio e nella cultura appenninica. La presenza di ragazzi toscani e reggiani, insieme, costituisce un valore perché persegue obiettivi e politiche da Parco Nazionale; costituisce una piccola, ma importante azione, in un’ottica di “versante che unisce”.

I ragazzi ospitati saranno circa 60 e le località dell’Appennino interessate saranno : Casalino (Ligonchio), Cerreto Alpi (Collagna), Sologno e Case al Dolo (Villa Minozzo), Cervarezza (Busana), Vologno (Castelnovo Monti). I ragazzi verranno ospitati non in alberghi “tradizionali”, ma in strutture in grado di coinvolgerli attivamente nella vita dei borghi appenninici, grazie ad un vero turismo di comunità. In questo senso il progetto si propone come operazione culturale a 360° per far incontrare il sapere con il saper fare. Durante il soggiorno gli studenti saranno coinvolti in attività pratiche di “cura” (manutenzione della rete sentieristica e di vecchi percorsi, recupero e riscoperta di manufatti significativi dal punto di vista culturale e architettonico) e di conoscenza del territorio appenninico, utili per la loro formazione e crescita personale. Ma questo è un progetto che” fa bene” non solo ai ragazzi; questo tipo di iniziativa facilita l’incontro e lo scambio tra la popolazione locale e i giovani studenti, favorendo la nascita di nuove opportunità e contaminazioni per il futuro del territorio appenninico e la riscoperta di quelle attività strettamente legate all’ambiente (agricoltura, silvicoltura, turismo sostenibile ecc.) in una chiave moderna e contemporanea. Gli studenti che parteciperanno alle attività potranno prendere, infatti, coscienza delle azioni dell’uomo sul paesaggio e sull’ambiente naturale e avere un approccio nuovo e diretto ad un modo di vivere più sostenibile e integrato con la natura. Avranno anche modo di conoscere ed incontrare testimoni-chiave, che possano raccontare e trasmettere l’amore e l’attaccamento per la montagna e per la natura, esperti come Fulco Pratesi, che contribuiranno a dare “significato e intensità” all’esperienza. Il Progetto si interfaccerà infatti anche con l’iniziativa, sempre del Parco, “Nella Mente del Lupo”, e i ragazzi avranno la possibilità di prendere parte ad alcuni degli eventi programmati.

Gli studenti faranno escursioni nei luoghi più suggestivi del Parco Nazionale (Sorgenti del Secchia, Lago della Bargetana, gli Schiocchi dell’Ozola, Gessi Triassici).
Visiteranno i castagneti di Cerreto, il Real Bosco e le carbonaie, parteciperanno alla festa della transumanza, impareranno a fare i cappelletti.
Lavoreranno alla manutenzione di antichi percorsi, alla pulizia di gora e bottaccio del Mulino di Cerreto Alpi, visiteranno un’azienda agricola durante la raccolta dei fieni, l’allevamento di trote di Collagna, i pascoli di Valbona con i recinti antilupo e un’azienda casearia. Dalle altane avranno l’opportunità di osservare gli animali.
Conosceranno i siti Rete Natura 2000, la rete ecologia europea, aree di importanza comunitaria per i valori naturalistici che contengono come l’Abetina Reale, l’Alta Val Dolo, il Monte Prado, la Pietra di Bismantova.

Saranno portati alla scoperta del rapporto uomo-territorio, avranno la possibilità di un maggior contatto con l’ambiente naturale.
Saranno stimolati e sensibilizzati verso i valori della sostenibilità e della tutela ambientale mediante la costruzione di un rapporto positivo con la natura; saranno aiutati a riconoscere identità al luogo Appennino e alla comunità che lo abita.