Home Lettere al Direttore Impressioni sull’abbattimento alberi in Viale Crispi

Impressioni sull’abbattimento alberi in Viale Crispi

Riceviamo e pubblichiamo:
“Mi lascia alquanto perplesso qualunque disquisizione dopo che il fatto si è verificato, quasi sembra più una scusante che una motivazione. Sinceramente qualcosa non mi convince e mi permetto di esprimere qualche dubbio”.

“E” stato scritto “(piante vecchie e non antiche!!!!)” francamente qualunque cosa prima di diventare monumento …invecchia; probabilmente se qualcuno avesse abbattuto il colosseo quando era solo “vecchio” ora non avremmo un monumento.
Quelle piante pur non essendo la foresta amazzonica o gli immensi baobab candesi, erano un ricordo, un segno del passato, sicuramente non d”importanza mondiale, ma indelebile per chi è cresciuto insieme a loro e si visto togliere una parte della sua vita in un sol giorno.
Fa un po sgomento poi che si metta in secondo piano il rispetto di Leggi o Regolamenti; mi risulta che una simile operazione debba essere preventivamente sottoposta a discussione CONSIGLIARE e non asserire solo a posteriori di avere “preso atto” o di avere verificato” con non meglio conosciuti esperti che le piante erano “quasi tutte malate”.
Un menzioncella al Consiglio Comunale era proprio così impossibile? Magari in questo modo si poteva verificare con “altri esperti” l”effettivo grave e IMMINENTE pericolo e non solo evincerlo dalle ceppaie.
Forse c”era un pericolo di imminente crollo (dove sono le perizie degli esperti?) da fare agire la Amministrazione così sollecitamente? Che, mi si perdoni la malizia, non avrebbe più reso possibili verifiche di “altri esperti”, ma solo accettazione supina.
Sinceramente, forse mi sbaglio, sarebbero gradite preventive (e a quanto mi risulta anche legali) motivazioni al Consiglio Comunale (spero inteso da tutti come organo Istituzionale) e non successive verifiche sulle ceppaie di non meglio conosciuti esperti.
A proposito di ceppaie, non appaiono così tanto incavate, (evidenza per alcuni della grave malattia paventata) sul sito internet “digilander.libero.it/ucciga” (nel menù iniziative), è possibile visionare le ceppaie “moribonde”, i buchi sembrano piuttosto nascosti.
Dalle citate foto poi si può notare che le filette in costruzione hanno un andamento rettilineo senza cioè contenere gli spazi per l”alloggio delle nuove piante di 9 metri; dove saranno messe a dimora? Forse nella sede stradale diminuendo in tal modo il numero dei già tanto carenti parcheggi?
Nessuno obietta che i marciapiedi dovessero essere sistemati ma appare strano che i lavori non potessero farsi senza l”abbattimento, basta andare in Viale della Pace per verificare che i marciapiedi sono stati risistemati senza abbattere i platani.
Si può anche verificare in Viale XX settembre (sperando che non subisca lo stesso “sviluppo sostenibile”) che in presenza dello stesso tipo di piante di Viale Crispi (Tigli) i marciapiedi, anch”essi sistemati senza alcun taglio, hanno subito sconnessioni accettabili.
E quando (se) metteranno a dimora piante di 9 metri come saranno le buche per l”alloggio delle radici? Attecchiranno piante cosi alte? Saranno messe piante con radici che non si sviluppano?
E che tipo di pianta sarà per far si che non crei disagi ai residenti? Magari in plastica così le radici non creeranno disconnessioni, e le fogliacce non imbratteranno l’asfalto nelle stagioni autunnali.
Strano poi che si invochi di non creare allarmismi quando si sostiene un intervento che “deve essere consentito solo per pericolo grave ed imminente, piante manifestamente ammalate, esecuzione di opere pubbliche e pubblica sicurezza …”
personalmente mi convince poco.
E come mai l’intervento è stato a quanto mi risulta poco pubblicizzato come ad esempio fatto per piazza Martiri (“metti le radici alle Tue idee”), dal momento che piante su suolo comunale sono patrimonio di tutti e non una proprietà privata dei soli residenti della zona?
Forse così si è evitato di scoprire (come successo con gli incontri si piazza Martiri) che ci fosse una schiera molto più numerosa che invece quelle piante le avrebbe mantenute e sentirsi avversati per un intervento già deciso in partenza e senza possibilità di discussione ma solo accettazione?
Sono consapevole che “NON conto anch”io a Sassuolo”, mi rimane solo l’amarezza di subire un’operazione che ha trasformato una silenziosa presenza in un ricordo da rivedersi solo in una fotografia ingiallita: in un sol giorno”.
Cordialmente

(Lettera firmata)