La Provincia di Modena entra nella compagine societaria di Modena Esposizioni, insieme alla Camera di commercio, attraverso l’aumento di capitale della società, che cambierà nome diventando “Modena Fiere srl”. Con l’operazione aumenta anche il ruolo del Comune di Modena (oggi al 5 per cento) e si riduce quello di Promo (dal 44 al 5,18 per cento), mentre Bologna Fiere rimane al 51 per cento portando però la propria quota di capitale da 102 a 867 mila euro.
Provincia, Comune e Camera di commercio avranno il 14,61 per cento a testa corrispondente a quasi 250 mila euro di capitale. «I tre soci modenesi diventano interlocutori diretti del territorio per rendere ancora più efficace l’inserimento delle nostre imprese sui mercati» ha spiegato il vice presidente della Provincia Maurizio Maletti in occasione del voto del Consiglio provinciale: a favore la maggioranza (Pd, Prc, Verdi), contro Forza Italia-Pdl e Popolari-Pdl, mentre il gruppo An-Pdl non ha partecipato al voto.
Maletti, che è anche presidente di Promo, ha sottolineato che la Provincia finanzierà l’acquisizione della propria quota attraverso la trasformazione del proprio contributo annuale di 50 mila euro nell’investimento in conto capitale e che «la società ha in programma un rafforzamento con nuove iniziative con l’obiettivo di aumentare anche gli introiti». Come ha confermato intervenendo nel corso del consiglio l’amministratore delegato di Modena Esposizioni Paolo Fantuzzi: «Secondo una ricerca del Cermis, il valore dell’indotto di una fiera è dalle tre alle cinque volte il fatturato per le fiere locali e regionali e si arriva fino a 15 volte per fiere internazionali. Il nostro piano industriale prevede di raddoppiare il fatturato della fiera nei prossimi tre anni».
Tra le novità già in programma la prossima “Isi”, manifestazione dedicata ai servizi per le imprese, “Play”, il salone del gioco che si svolgerà in settembre, “Cerca casa” sulle opportunità immobiliari e sulle tecniche del costruire in programma in ottobre. E poi “Artigiana italia” dello scorso febbraio e la prossima “Moto sport expotech – Compositi expo”.
Sul ruolo di maggioranza mantenuto da Bologna Fiere nella società, il vice presidente Maletti ha osservato come «Modena non pensa di andare da sola né di essere in competizione ma di trovare, all’interno del sistema, come appunto sta avvenendo, spazio per specifiche iniziative di promozione del nostro territorio».
Il dibattito in Consiglio
Il dibattito in Consiglio provinciale è stato caratterizzato dall’accusa di illegittimità dell’atto avanzata da Dante Mazzi (Forza Italia-Pdl) e da Luca Caselli (An-Pdl). Per Mazzi, infatti, la presentazione della delibera «è stata accelerata per eludere le disposizioni della Finanziaria 2008 che obbligherebbero la Provincia a uscire da Promo entro i prossimi 18 mesi: non potendo più passare da Promo, quindi, si entra in Modena fiere per un’altra porta». Il segretario generale Giovanni Sapienza ha spiegato che, nella delibera, la norma della Finanziaria è ripresa a sostegno del fatto che la società ha interessi generali, mentre il vice presidente Maurizio Maletti ha ricordato che la legittimità «è confermata dagli uffici giuridici di tutti i soci e dal fatto che non esiste un sistema fieristico che non abbia una partecipazione forte di soggetti pubblici. L’articolo delle Finanziaria prevede esplicitamente che una delle modalità di partecipazione dell’ente pubblico a società sia l’interesse territoriale che qui è evidente».
Mazzi ha replicato che, anche ammettendo che l’interpretazione sia giusta, «se l’obiettivo è valorizzare il territorio allora perché non fare direttamente una fusione-incorporazione con Bologna Fiere e accorciare la catena? La verità è che in questo patto non c’è nulla che ci tuteli, che tuteli il territorio e i soldi dei cittadini». Caselli, non convinto delle spiegazioni, ha annunciato la non partecipazione al voto: «La possibilità di un futuro intervento della Corte dei conti è seria e io non vorrei ritrovarmi a risarcire come persona fisica la decisione di questa Giunta». Tomaso Tagliani (Popolari-Pdl), pur concordando con le motivazioni di Caselli, ha votato contro.
Enrichetta Annovi (Forza Italia-Pdl) ha sottolineato che «in Modena Fiere ci sono tanti bei nomi, ma visto che Bologna ha la maggioranza, se un domani vorrà portarceli via potrà farlo senza problemi». L’amministratore delegato Paolo Fantuzzi ha replicato che «il piano industriale prevede fiere non gestite da espositori esterni che sostanzialmente “affittano” gli spazi, ma fiere con marchio proprio per evitare questi spostamenti».
Secondo Demos Malavasi (Pd) la domanda politica da farsi è se la proposta della Giunta serve a dare slancio alla fiera: «Io credo che la risposta sia sì. Non sono state proposte altre strade e tra chiudere e tentare il rilancio, io sono per il rilancio. Bologna per noi non un è problema, ma l’opportunità di portare a un livello più alto gli elementi della nostra vocazione territoriale».

