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La nuova edilizia di Reggio è verde

La rivoluzione energetica promossa dal Comune di Reggio sta portando allo sviluppo di un’edilizia nuova, un’edilizia verde caratterizzata da maggiore efficienza energetica e dall’utilizzo di fonti rinnovabili. Tutti i permessi per la costruzione di nuove unità immobiliari presentati quest’anno (300 unità immobiliari, pari al 100% delle domande) sono infatti relativi a edifici che potranno avvalersi della certificazione Ecoabita, cioè di una sorta di “carta d’identità” delle proprie performance energetiche. Saranno edifici che consumeranno il 60% in meno di energia e produrranno il 46% di anidride carbonica in meno rispetto all’edilizia tradizionale e contribuiranno, oltre a migliorare il confort abitativo, ad abbattere i consumi di energia e le emissioni inquinanti e a ridurre i rischi per la salute.

Il certificato energetico Ecoabita – che è riconosciuto dalla Regione Emilia Romagna e dal Ministero e sostituisce sia il certificato energetico necessario per la richiesta di detrazioni previste dalla Legge Finanziaria sulla riqualificazione energetica del patrimonio esistente, sia il certificato obbligatorio per legge per le nuove costruzioni – può essere richiesto gratuitamente al Comune in fase di domanda di permesso a costruire o Dia.
Un tecnico certificatore effettuerà controlli sul progetto, sulle opere e al termine dei lavori.

Per quanto riguarda invece la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente – la vera grande sfida del futuro, visto che nella nostra provincia il 90% degli edifici risale a prima dell’entrata in vigore della legge 1991 che conteneva le prime misure in materia di risparmio energetico – il Comune e la Provincia hanno stanziato nel 2008 260mila euro di contributi per interventi per l’isolamento delle superfici verticali, la sostituzione di vetri semplici con doppi e tripli vetri e l’installazione di pannelli solari (corrispondenti a circa il 15% del costo complessivo degli interventi) che si aggiungono alle detrazioni del 55% introdotte dalla finanziaria. Nel Comune di Reggio sono stati già finanziati oltre 40 interventi promossi da privati.
Questa piccola rivoluzione energetica ha portato alla nascita di una filiera corta di servizi e prodotti dedicati all’efficienza energetica, generando così nuove opportunità di qualificazione del settore edilizio.

Progetto Ecoabita
Ecoabita è un progetto di certificazione energetica degli edifici, nato nel 2005, da un protocollo di intesa fra Regione Emilia Romagna, Comune di Reggio Emilia, Provincia di Reggio, Comune di Bagnolo in Piano ed Acer Reggio Emilia. In questi anni, al lavoro svolto, hanno partecipato e contribuito: il ministero dello Sviluppo economico; le Università di Modena, Reggio Emilia e Ferrara; il Tai (Tavolo provinciale delle imprese), le organizzazioni sindacali e gli ordini professionali. Ad oggi aderiscono al progetto oltre 45Comuni della Provincia di Reggio e una decina di altri Enti della Regione Emilia Romagna.
Numeri e caratteristiche. Ecoabita promuove un mercato edilizio ad alta efficienza energetica, fatto di edifici che consumano il 60 per cento in meno di energia e producono il 46 per cento in meno di emissioni di Co2, rispetto a un’edilizia tradizionale.
Il certificato Ecoabita è stato riconosciuto dal Ministero come sostituivo dell’attestato di qualificazione energetica ai fini della compravendita degli immobili e per l’ottenimento dei contributi previsti dalla legge Finanziaria sulla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, con notevoli sgravi economici e burocratici per i cittadini e i professionisti. Le linee guida di attuazione del progetto Ecoabita sono state validate da un Ente di certificazione terzo (Bureau Veritas) anche ai fini della verifica delle procedure di quantificazione delle riduzioni delle emissioni di Co2, derivanti dall’applicazione del progetto stesso, ai sensi dei più significativi standard internazionali oggi impiegati. Ecoabita costituisce il primo caso nazionale di applicazione di tali standard ad un progetto di certificazione energetica degli edifici.

Grazie alla collaborazione attivata con le Università ed Enti di formazione locali sono stati avviati corsi di formazione e perfezionamento in certificazione energetica degli edifici – di 120 ore ciascuno – valicati dalla Regione Emilia Romagna, a cui hanno partecipato oltre 300 professionisti.
Il Comune e la Provincia di Reggio Emilia hanno stanziato nel 2008 fino a 260.000 euro di contributi in conto capitale (che operano in sintonia con gli incentivi del 55 per cento introdotti dalla Finanziaria) per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente (corrispondenti a circa il 15 per cento del costo complessivo degli interventi promossi). Il Bando consentirà, inoltre, grazie alla collaborazione con Enìa energia, di attivare i meccanismi legati ai certificati bianchi, il cui controvalore economico, verrà interamente reinvestito in un nuovo contributo pubblico per la ristrutturazione energetica dell’esistente.
Il progetto Ecoabita ha vinto il primo premio ad Enti locali per Kyoto 2006 nella categoria Qualità e innovazione ambientale nelle Amministrazioni pubbliche per ridurre l’effetto serra e migliorare l’efficienza d’uso delle risorse.
Le sinergie. Dal progetto Ecoabita è nata l’idea di Ecocasa, una fiera specializzata sui temi dell’efficienza energetica nel settore abitativo, che nelle prime due edizioni ha registrato 31mila presenze.
Sono stati inoltre promossi parternariati con Enìa energia (per l’attivazione dei meccanismi legati ai titoli di efficienza energetica), con Andil (per la certificazione dei consumi estivi degli edifici) e con Minergie, il più importante progetto europeo di certificazione di qualità degli edifici, per la consulenza ai docenti dei corsi di formazione.
Il progetto Ecoabita ha quindi contribuito a introdurre una nuova cultura dell’abitare, a partire dalla sfida della sostenibilità ambientale come scommessa obbligata per il futuro, in grado di produrre nuovi mestieri, innovazione, ricerca e non certo come sguardo nostalgico sul passato.
Per consolidare i risultati ottenuti fino ad oggi e soprattutto per offrire nuovi servizi agli Enti aderenti e ai soggetti che a vario titolo sono coinvolti nel processo di certificazione
(progettisti, imprese, committenti, cittadini, associazioni), sarà fondamentale, nel futuro, dotare il progetto di una struttura in grado di assolvere a funzioni complesse non più demandabili ai soli soggetti pubblici promotori. Tale struttura dovrà avvalersi del contributo in termini di know how ed esperienza dei maggiori soggetti pubblici e privati presenti sul territorio e da tempo impegnati sui temi dell’efficienza energetica e l’uso di fonti rinnovabili: oltre a quelli già citati, un ruolo importante potrà essere assunto da Enia energia. L’ambizione deve essere infatti quella di costituire sul territorio un vero e proprio polo tecnologico sui temi dell’edilizia e delle costruzioni.