Distretto moda di Carpi e subfornitura straniera: opportunità e rischi. Questo il titolo del convegno che si terrà nella mattinata di sabato 29 novembre (inizio alle ore 9) alla Sala delle Vedute di Palazzo dei Pio.

Un incontro che intende mettere a confronto, forse per la prima volta, magistratura (sarà presente il Procuratore Capo della Repubblica Vito Zincani), forze dell’ordine, organi ispettivi e di controllo, istituzioni locali, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali, sui diversi elementi di rischio e opportunità nel rapporto tra le aziende committenti e quelle di subfornitura. Sono centinaia infatti le imprese con titolare di nazionalità cinese registrate presso le Camere di Commercio di Modena e Reggio Emilia e che operano per il distretto moda carpigiano. Il convegno è promosso dall’assessorato ad Economia e Lavoro del Comune di Carpi, dal Servizio Politiche del lavoro della Provincia di Modena e dall’Unione Terre d’argine.

“Sarà questa un’occasione, di stringente attualità considerata la crescente attività di indagine su laboratori irregolari ad opera delle forze dell’ordine sia nel modenese che nel reggiano, per ascoltare diversi punti di vista e definire azioni condivise, mirate al pieno rispetto delle regole: in un quadro che deve prevedere un corretto equilibrio tra leale concorrenza e buon andamento economico delle imprese. La crescente presenza e la progressiva integrazione di imprese di etnia non italiana nella sub-fornitura del settore tessile abbigliamento del nostro territorio – spiega l’assessore alle Politiche economiche del Comune di Carpi Alberto Allegretti – ha indotto da tempo le istituzioni locali a studiare e conoscere al meglio il fenomeno. In questi ultimi anni sono state messe in campo, anche insieme alle associazioni di categoria, azioni volte a ridurre il livello di clandestinità, a far emergere il lavoro irregolare, con l’obiettivo di migliorare il rispetto delle normative contrattuali e di sicurezza negli ambienti di lavoro, nell’intento di contrastare processi di concorrenza sleale. Sono stati raggiunti positivi risultati che occorre consolidare e rilanciare, e approfondire ulteriormente il rapporto tra imprese committenti e aziende terziste, sia dal punto di vista organizzativo ed economico, che di rispetto delle normative vigenti”.