In merito alla questione riguardante il vetro stoccato nel piazzale della ditta Emiliana Rottami, l’Amministrazione comunale ritiene non corrispondenti al vero le affermazioni apparse in questi ultimi giorni su alcuni quotidiani locali, nelle quali si parla di immobilismo da parte degli enti locali per quanto riguarda il monitoraggio del rispetto delle regole ambientali e la tutela della salute pubblica.

Ancora una volta, ci preme sottolinearlo – spiega un comunicato stampa – constatiamo come la voglia di visibilità porti a esprimere concetti non corretti. Uno su tutti: non ci sono prove certe per cui la polvere di vetro sia responsabile di problemi alla salute.
Nell’estate 2008, a seguito della chiusura della conferenza dei servizi e dopo gli esiti dei controlli effettuati da ARPA sulla presenza delle polveri di vetro nell’aria delle aree circostanti la ditta in Via Bovino e Via Verdi, Provincia e Comune emisero ordinanze specifiche, che imponevano la realizzazione di opere di mitigazione volte a ridurre lo spargimento delle polveri di vetro all’esterno degli stabilimenti in oggetto. Ma la ditta Emiliana Rottami ha impu-gnato tali prescrizioni inoltrando un ricorso al Tribunale amministrativo regionale.
Ciò dimostra – prosegue il comunicato – che le Amministrazioni stanno svolgendo il loro ruolo di controllo e salvaguardia della salute dei cittadini.

La vicenda Emiliana Rottami è per molti aspetti simile a quella che negli anni scorsi ha visto protagonista la ditta Far.Pro: per imporre all’azienda la copertura della vasca responsabile del-la diffusione nell’aria degli odori nauseabondi, si sono dovute raccogliere prove certe sull’individuazione del problema (Controlli Arpa e rilievi con naso elettronico). A quel punto si sono potute produrre precise prescrizioni all’interno degli atti autorizzativi.
In questo momento la situazione che coinvolge la ditta Emiliana Rottami è in una fase di importante evoluzione, di cui anche Legambiente è a conoscenza. Nel 2007 l’azienda chiese alla Provincia di poter installare una nuova linea di lavorazione in Via Bovino, per rendere pronto al forno una parte del vetro che esce da un primo ciclo di lavorazione.
La giunta di San Cesario però, dopo aver coinvolto nella discussione in merito a tale richiesta la Commissione Ambiente e Territorio, di cui fa parte anche la presidente del circolo locale di Legambiente Sabina Piccinini, ha ritenuto non vi fossero le condizioni per autorizzare la realizzazione di questo stabilimento, soprattutto perché avrebbe creato un ulteriore deposito di vetro e la moltiplicazione di mezzi pesanti in transito sul nostro territorio. Tali motivazioni furono allora condivise da tutti.

Anche da Legambiente, che pur in un primo momento considerò in modo positivo il progetto, in quanto l’associazione ambientalista intravedeva la possibilità di una riduzione dei cumuli di vetro esistenti.
Ma la giunta non si è limitata a dire ‘no’. Ha altresì stilato un documento in cui si prende in considerazione la realizzazione di un unico sito produttivo in spazi adeguati e con le caratteristiche tecniche e produttive che soddisfino le normative vigenti, soprattutto in termini di tutela del disagio ambientale esterno, con l’individuazione quindi di un’area idonea, con conseguente viabilità dedicata e adeguata al tipo di trasporto che avviene per quelle lavorazioni. Con opere di mitigazione adeguate per non far uscire all’esterno dell’area individuata, rottami di vario tipo ed evitare in particolare lo spargimento di polveri di vetro dovuto all’azione dei venti.
In questa fase si è riaperta la conferenza dei servizi e l’obiettivo è, da una parte provare a ridurre l’altezza dei cumuli, e dall’altra avviare un meccanismo che nel tempo porti a realizzare uno stabilimento adeguato alle normative vigenti.

Di tutti questi passaggi – conclude la nota – è informata la Commissione consiliare Ambiente e Territorio, e di conseguenza il consigliere Piccinini.