
L’attuale situazione meteo, infatti, è regolata da un promontorio derivante dall’anticiclone delle Azzorre, non pienamente consolidato ma sufficiente a confinare a nord del Po la perturbazione, che sulle zone del modenese e reggiano fanno sentire la loro influenza principalmente sotto forma di una leggera ventilazione.
Dopo una modesta infiltrazione di aria continentale più fresca attesa fra venerdì e sabato, però, si riaffaccia l’espansione dell’anticiclone subtropicale africano, che da domenica riporterà il caldo non solo su Modena e Reggio Emilia, ma un po’ su tutta la penisola con temperature in risalita fino a 30-32°C, e punte che all’inizio della settimana potrebbero toccare anche i 33-35°C.
Previsioni.
Venerdì 12 giugno notte serena e mattina leggermente fresca in campagna, con temperature minime sui 12-13°C. Durante la giornata cielo apparirà largamente soleggiato e limpido con alcune pittoresche nubi, a distanza si scorgeranno temporali confinati comunque più a nord, verso le Prealpi. Temperature massime in lieve flessione, ma più che gradevoli, sui 26-27°C.
Sabato 13 giugno soleggiato per tutta la giornata, con temperature in rialzo attorno ai 29-31°C in pieno pomeriggio.
Domenica 14 giugno invece inizierà ad avvertirsi il caldo. La giornata sarà soleggiata soprattutto in pianura e termometri in risalita fin verso 31-33°C. Dove salissero oltre potrebbero determinare qualche possibile isolato temporale dovuto al calore in montagna.
Da lunedì 15 giugno probabilmente il caldo aumenterà, ma grazie all’aria secca il disagio fisiologico sarà contenuto. Per quanto riguarda le giornate successive resta, però, incerto se il caldo prenderà ulteriormente il sopravvento o se già a metà settimana irromperà un nuovo fronte freddo.
“Più che il caldo – commenta Luca Lombroso – a suscitare qualche preoccupazione, a questo punto della stagione, è la scarsità di piogge (soli 14.9 mm a maggio e 3.9 a giugno a Modena), che inizia a diventare importante, tanto più che l’azione dei frequenti venti di föhn sta rendendo secchi non solo l’aria ma anche il suolo. Sembra strano riparlare di siccità meteorologica dopo un semestre, chiusosi ad aprile, con piogge straordinarie, ma la siccità è un fenomeno subdolo, spesso senza un principio e una fine ben definiti. E negli ultimi anni è evidentemente sempre più alternata a periodi opposti di grandi piogge”.

