
Costui, nel prendere le difese del cliente, aveva offeso i due agenti, rifiutando poi di declinare generalità e fornire i documenti; il commerciante, non pago, opponeva resistenza attiva nel tentativo di sottrarsi all’ identificazione, colpendo due agenti che finivano all’ospedale. Portato al Comando, veniva denunciato a piede libero.
Sempre nella stessa mattinata, personale dell’ USL controllava un esercizio commerciale cinese in ristrutturazione; vi trovava un lavoratore clandestino, ma sospettando che ve ne fossero altri, chiedeva aiuto alla polizia municipale; gli agenti intervenuti, ispezionando cantine e scantinati, trovavano altri 4 cinesi clandestini che vi dimoravano e lavoravano, al buio ed in condizioni igieniche precarie. I 5 cinesi venivano quindi presi in custodia dal personale del Corpo per il loro fotosegnalamento ed identificazione e per le relative denunce della Bossi-Fini.
Si sottolinea quindi, oltre al preoccupante susseguirsi di atti di violenza contro il personale del Corpo (non ancora adeguatamente tutelato da strumenti di difesa e da assicurazioni), la silenziosa ma continua opera prestata dal Corpo nella tutela del lavoro sicuro, contro lo sfruttamento dei più deboli, nel rispetto delle leggi nazionali.

