
Con queste parole Susanna Bonettini, consigliere del Partito democratico di Sassuolo, replica alla decisione della giunta Caselli di chiudere il corso di lingua araba dell’istituto Morante. “Quando abbiamo istituito quel corso – spiega Bonettini – si è provveduto a unificare le scuole legate alle diverse associazioni sparse per il territorio: questo ha comportato maggiori regole e controlli. Nella scuola di lingua araba, infatti, potevano accedere solo i bambini tra i sei e gli undici anni; residenti a Sassuolo; in un massimo di 130 alunni. L’integrazione – conclude l’esponente del Pd – passa attraverso la conoscenza della lingua italiana e delle regole di convivenza civile del nostro Paese. Ma non c’è integrazione se si impedisce ai bambini stranieri di conoscere anche le loro radici. E’ quello che hanno fatto a suo tempo gli emigrati italiani, conservando le loro tradizioni e quindi portando un valore aggiunto alla cultura del Paese che li ospitava”.

