
«L’obiettivo è incrementare l’abbattimento dei cinghiali – afferma Giandomenico Tomei, assessore provinciale all’Agricoltura con delega alle Politiche faunistiche – per proteggere i nostri prodotti agricoli, in particolare i vigneti e le coltivazioni di montagna, sempre più minacciati dal proliferare degli ungulati. Un tema che deve essere affrontato anche per i caprioli e per le zone di pianura».
Tra le novità per i cacciatori che si muovono nelle aree di caccia al cinghiale, magari puntando alla beccaccia o ad altra fauna stanziale, l’indicazione a indossare un giubbotto o un cappello ad alta visibilità per ridurre il rischio di incidenti.
Il calendario venatorio prevede anche limitazioni al carniere (al limite dei cinque capi giornalieri per codone e canapiglia, per esempio, si aggiunge anche la moretta; per pernice rossa e starna sono previste aree di divieto; la beccaccia non è cacciabile nell’Atc Mo1 dall’8 dicembre) così come le indicazioni per l’addestramento dei cani il cui avvio è previsto il giorno di Ferragosto (per le zone cosiddette Zps si potrà svolgere anche al mattino).
Il calendario venatorio provinciale è disponibile nel sito www.provincia.modena.it nella sezione Politiche faunistiche.

