
“Il piano casa del governo – sostiene il consigliere Rossi – non prevede stanziamenti per la costruzione di alloggi popolari, ma di fatto liberalizza gli interventi edilizi consentendo ampliamenti fino al 35 percento della volumetria esistente. Si tratta quindi di una deroga agli strumenti urbanistici, che consente nella sostanza di legalizzare abusi di diverso tipo.
Il fatto poi – aggiunge Rossi – che questo impianto normativo lasci campo libero a possibili meccanismi speculativi ci fa temere probabili ricorsi al lavoro sommerso e quindi a inevitabili rischi per la sicurezza nei cantieri. Per questi motivi – conclude il consigliere democratico – è necessario garantire la tutela e il controllo dell’intero tessuto urbano, in particolare dell’assetto paesaggistico del territorio che rischia di essere deturpato da questa misura”.

