
Secondo la tesi della Procura – che aveva suscitato anche critiche da parte di esponenti del centrodestra – la nuova normativa, prevista dal pacchetto sicurezza, potrebbe violare gli articoli 3, 24 comma II e III e 97 comma I della Costituzione. In particolare, per la Procura ”è ingiustificato che sia punito nello stesso modo” lo straniero che, dopo l’8 agosto (data di entrata in vigore della prescrizione), viola la legge entrando illegalmente in Italia e ”sapendo di compiere un atto punito penalmente”, e chi invece ”omette di allontanarsi perchè così facendo deve abbandonare tutta una vita”.
In secondo luogo, Serpi aveva evidenziato come la normativa non prevede nessuna procedura nè un termine affinchè un irregolare possa lasciare l’Italia in modo legale, e senza per questo autodenunciarsi. Altro aspetto ritenuto incostituzionale è l’eccezione prevista dal legislatore per la regolarizzazione delle badanti straniere e irregolari, ma che non vale per il resto dei clandestini-lavoratori in nero. Una discrezionalità definita da Serpi ”indiscutibile in sede amministrativa”, ma per cui non c’è ”una ragione costituzionalmente accettabile per giustificarla”. Ultimo aspetto riguarda il procedimento operativo dell’espulsione.

