
Agli stranieri che hanno prodotto documentazione falsificata e’ stato rifiutato il permesso di soggiorno e a tutti e’ stato intimato di lasciare l’Italia. Nel giro della contraffazione – secondo gli inquirenti – sarebbero implicate anche ditte della provincia che, in cambio di cospicue somme di denaro e con l’aiuto di ‘mediatori’ stranieri, si sarebbero prestate a fornire contratti di lavoro fittizi per gli stranieri in cerca del rinnovo del permesso. Il tutto, senza in realta’ assumere gli immigrati. L’indagine era partita nei mesi scorsi e il legale rappresentante di una azienda reggiana era gia’ stato indagato.

