
La truffa, spiega la Finanza, si giocava sulla totale fiducia degli investitori nei confronti del promotore, al quale spesso consegnavano denaro anche in contanti o in assegni non intestati alla banca. Denaro che poi veniva fatto sparire dal promotore, il quale poi forniva falsa documentazione per attestare gli investimenti. Per anni l’uomo è riuscito a gestire il pacchetto di clienti, giostrando i soldi tra l’uno e l’altro, fino a che la questione non gli è sfuggita di mano. Un amico del truffatore, una volta controllato in banca, ha visto da solo un ammanco di 300.000 euro. Le indagini finanziarie non hanno trovato traccia del malloppo mancante: l’ipotesi investigativa è che buona parte sia stata spesa dal promotore nell’arco degli anni per il vizio del gioco o per la bella vita.
Il consiglio per non cadere nella truffa è sempre lo stesso: dare ai promotori finanziari solo assegni intestati alla banca e andare ogni tanto a controllare di persona. Il promotore finanziario denunciato è stato sospeso dall’albo di appartenenza dalla Consob il 6 agosto scorso: dall’inizio dell’anno, da quando la truffa ha iniziato ad appalesarsi, non lavora più per la banca.

