
L’indagine è iniziata lo scorso dicembre e ha permesso di individuare un folto gruppo di siti che pubblicizzavano, sul territorio bolognese, annunci espliciti a sfondo sessuale. Agli arresti domiciliari sono finite quattro persone accusate di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione le quali, a vario titolo, gestivano i siti sequestrati. Tra gli arrestati figura anche un poliziotto in carica, con ruoli non operativi ma amministrativi, presso la questura di Bologna. Dalle indagini – coordinate dal pm della procura felsinea Marco Mescolini – è risultato che per i siti con più annunci il guadagno minimo stimato ammontava a circa 22.500 euro mensili. Ogni annuncio costava alle prostitute (sia italiane che straniere) 150 euro al mese ed era corredato di numerose foto di nudo, una breve descrizione dei servizi offerti ed un numero di cellulare.
Nell’operazione sono stati sequestrati 90.000 euro. Sono in corso anche accertamenti patrimoniali attraverso il controllo di cassette di sicurezza intestate agli indagati e l’esame di titoli di Stato.

