
L’iniziativa ha come obiettivo quello di individuare e premiare un certo numero di regioni europee che abbiano dato prova di eccezionale spirito imprenditoriale e di incoraggiare gli enti regionali e locali a impegnarsi più a fondo per promuovere le piccole imprese in Europa.
Il concorso è aperto a tutte le regioni europee, indipendentemente dalle loro dimensioni, popolazione o ricchezza. Possono partecipare tutte le regioni, città o amministrazioni locali dotate del mandato politico per elaborare e attuare le proprie strategie di potenziamento dell’imprenditorialità a livello regionale e locale. Ogni anno fino a tre regioni dell’Unione europea potranno ricevere il marchio di Regione imprenditoriale dell’anno, che premierà la qualità, l’efficacia e il successo a lungo termine della loro prospettiva imprenditoriale e della volontà politica di attuarla.
“E’ un incentivo – dichiara Motti – allo scambio di migliori pratiche imprenditoriali, basate su efficienza, qualità e successo, che l’ Unione Europea offre alle nostre amministrazioni”.
La prospettiva imprenditoriale di ciascuna regione sarà valutata da una giuria composta da membri del CdR e da rappresentanti della Commissione europea e delle organizzazioni imprenditoriali BusinessEurope, Ueapme e Eurochambres, che hanno sostenuto l’iniziativa. La giuria terrà conto sia delle caratteristiche specifiche delle regioni candidate (ad esempio le competenze in materia di politica di impresa, il potenziale imprenditoriale e la sostenibilità e credibilità delle proposte) che della presentazione generale del piano di prospettiva. I primi marchi Regione imprenditoriale europea (EER) per gli anni 2011 e 2012 saranno conferiti già nel febbraio 2010, nel corso di un’apposita cerimonia. Il termine per la presentazione delle candidature è il 15 gennaio 2010.
“Si tratta di un’occasione che le nostre amministrazioni non dovrebbero perdere, perché questa iniziativa contribuisce a riconoscere il lavoro di tanti cittadini che, con la loro dedizione e il loro impegno quotidiano, sono alla base del benessere del loro territorio. Inoltre – conclude Motti – è bene che le amministrazioni locali promuovano questo tipo di iniziative perché contribuiscono ad avvicinare e a consolidare nel cittadino quel senso di appartenenza all’Unione europea che molto spesso, e a ragione, considera distante dalle sue necessità e incapace di riconoscere il suo lavoro”.

