
Il nuovo contratto aziendale, per gli oltre 400 dipendenti della Panini, contiene punti di assoluto rilievo sia sotto l’aspetto normativo come su quello economico.
Un punto forte è rappresentato dal piano di investimenti concordato e in parte già operativo che a regime nel 2009, vedrà un impegno pari a circa 3milioni di euro e l’assunzione di 3 lavoratori in aggiunta all’attuale organico.
In tema di diritti, la novità è rappresentata dall’introduzione di un pacchetto definito “Qualità sociale” contenente risposte avanzate e di sostegno alla maternità/paternità con un contributo di 1.000 euro alle lavoratrici per la nascita del figlio e 2 giorni di permessi retribuiti aggiuntivi ai papà.
Fanno parte del pacchetto “Qualità sociale” anche una serie di misure volte a tutelare le persone nei periodi di malattia: obbligo dell’azienda di avvertire preventivamente della scadenza del periodo di conservazione del posto di lavoro; copertura economica al 100% della retribuzione (anziché il 50% come da ccnl) per una serie di malattie gravi; aspettativa maggiorata di 12 mesi (oltre ai 6 già previsti dal ccnl) per le malattie gravi.
Per la prima volta in un accordo aziendale si concorda che per l’aspettativa non retribuita, in caso di malattia grave e di unico reddito del lavoratore ammalato, per tutti i 18 mesi l’azienda erogherà una retribuzione pari al 15% di quella che il lavoratore avrebbe percepito se fosse stato a lavorare.
Sul versante del mercato del lavoro si sono raggiunti punti di intesa in controtendenza rispetto a quanto sta avvenendo in campo legislativo, con la riduzione da 36 a 24 mesi del periodo necessario per la trasformazione a tempo indeterminato dei contratti a termine e l’assunzione con contratto stabile di almeno due collaboratori a progetto ogni anno (per il 2009 si sono convenute 3 stabilizzazioni), quindi una risposta più che positiva sul versante della riduzione del precariato.
Un’altra novità importante è quella che per la prima volta si è coinvolto il sindacato atipici NIdiL/Cgil per contrattare tutele anche per i lavoratori a progetto, come il diritto a partecipare alle assemblee sindacali, la proroga del progetto anche in caso di maternità anticipata e la stipula da parte dell’azienda di una convenzione con una società di mutua assistenza per integrare il trattamento di malattia e maternità, il rimborso delle spese per visite specialistiche e/o diagnostiche e il rimborso dei ticket.
Altri punti qualificanti dell’accordo riguardano la possibilità di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time, la formazione professionale con la possibilità per la RSU di presentare progetti formativi e il rilascio di un attestato a chi partecipa ai corsi di formazione professionale.
Ottimo risultato quello raggiunto sul salario aziendale che, dalla richiesta di aumento di 2.200 euro la mediazione a regime prevede un aumento del premio di 2.150 euro annui. Complessivamente nei quattro anni il premio di risultato, al raggiungimento degli obiettivi di efficienza e redditività, potrà raggiungere i 5.950 euro il 2009, 6.200 euro nel 2010, 6.300 nel 2011 e arrivare a 6.350 euro nel 2012 anno di scadenza dell’accordo.
(Slc/Cgil NIdiL/Cgil Fistel/Cisl Modena)

