
Il programma “Stop agli infortuni”, lanciato in tutte le aziende del gruppo multinazionale cui Crown appartiene, nasce con l’obiettivo di raggiungere standard di sicurezza elevati tali da ridurre al minimo il rischio degli incidenti sul posto di lavoro.
Secondo il responsabile sicurezza, qualità e ambiente Francesco Celona, «la comunicazione e l’interazione fra i dipendenti è la chiave per avvicinarsi all’ideale di “rischio zero”, l’assenza di incidenti. Questo perché l’abitudine a svolgere il proprio lavoro diminuisce, nel tempo, la consapevolezza dei comportamenti che potrebbero causare incidenti: l’abbassamento della soglia di attenzione al rischio può spesso derivare dalla ripetitività di talune mansioni oppure da una cattiva prassi quotidiana nello svolgimento delle proprie competenze».
Ma vediamo in cosa consiste il programma elaborato dall’azienda di Spilamberto. Il dipendente, su un’apposita scheda da compilare, riporta l’effettivo utilizzo dei dispositivi di protezione richiesti e l’adeguata conoscenza delle procedure di lavoro da parte degli operatori. I dati vengono in seguito inseriti in un database e analizzati dal responsabile della sicurezza, il quale individua le cause di eventuali prassi pericolose ed elabora azioni correttive. Mensilmente vengono esposti in bacheca i risultati, accompagnati dalle statistiche delle osservazioni effettuate e da grafici relativi all’incidenza degli infortuni. In questo modo è possibile sviluppare un canale di ascolto e dialogo che favorisca uno scambio di informazioni e di idee, utile a prevenire prassi potenzialmente pericolose e favorire il senso di partecipazione tra tutti i dipendenti.
«Con questo sistema», sottolinea la responsabile delle risorse umane Rossella Seragnoli (foto), «ognuno sente su di sé la responsabilità per il proprio collega e si muove attivamente per analizzare e riscontrare eventuali rischi per la propria sicurezza e quella altrui. L’ascolto e la comunicazione diventano così i canali privilegiati per la salute e la sicurezza».

