
Per questo Rabboni oggi a Roma ha avanzato la proposta, che è stata accolta da tutti gli Assessori regionali all’agricoltura, di impegnare il ministro Zaia e il Presidente della Commissione europea agricoltura De Castro ad intervenire presso la Commissione europea affinché vengano apportate le necessarie modifiche al regolamento europeo.
“Siamo di fronte al palese tentativo – spiega Rabboni – di sfruttare sul piano commerciale denominazioni italiane che negli ultimi anni hanno riscosso un crescente successo grazie al lavoro e agli investimenti di tanti produttori. L’indicazione del nome del vitigno sull’etichetta di un vino australiano o statunitense potrebbe ingenerare confusione nei consumatori, convinti di acquistare un prodotto di qualità, frutto di rigorosi disciplinari di produzione e al contrario, destinati a una cocente delusione al momento dell’apertura della bottiglia”.
Una precedente, analoga richiesta di modifica del regolamento sull’etichettatura dei vini avanzata da diverse associazioni di categoria italiane è già stata respinta dalla Commissione europea.

