
A Brescia, in piazza della Loggia, era presente anche una delegazione reggiana, composta dall’assessora alla Cura della comunità e Pari opportunità del Comune di Reggio, Natalia Maramotti, dalla consigliera regionale Laura Salsi e dalla consigliera comunale, Luisa Carbognani; da rappresentanti dell’associazione Nondasola e Donne dello Spi Cgil. L’assessora Maramotti ha così testimoniato la sensibilità che dal 1997 – quando è stata istituita la Casa delle Donne, gestita in convenzione con l’associazione Nondasola – il Comune di Reggio Emilia ha mostrato verso il gravissimo fenomeno della violenza sulle donne. Come altre sette donne delle istituzioni provenienti da Piemonte, Veneto e Emilia-Romagna, l’assessora Maramotti indossava la fascia tricolore, attestando simbolicamente la vicinanza dell’intera comunità locale all’evento.
“Mi auguro – dice Maramotti – che la violenza sulle donne sia considerata un problema di interesse generale e che attraverso finanziamenti pubblici adeguati si preveda un ruolo attivo anche delle istituzioni nazionali nella prevenzione della violenza e nell’accompagnamento delle donne che l’hanno subita. In Emilia-Romagna, a Reggio in particolare, è l’Amministrazione comunale che si fa carico di dare una risposta alle donne che vivono questa tremenda esperienza fisica e morale. Al Governo nazionale chiedo: il reintegro dei fondi che ha incredibilmente sottratto ai Centri antiviolenza e alle Case delle donne maltrattate, mentre, al contrario, sarebbero necessari interventi anche economici per l’acquisizione e il sostegno delle associazioni che già operano nel settore; un programma di educazione/formazione alla valorizzazione della differenza di genere e all’esercizio di eguali diritti e obblighi fra maschi e femmine nell’ambito sia privato che pubblico; il lancio di campagne pubbliche di sensibilizzazione contro gli stereotipi sui ruoli maschili e femminili; la promozione di azioni positive per l’eguaglianza di genere in tutti i campi del vivere associato (politico, economico, culturale; l’istituzione di un Osservatorio indipendente di monitoraggio sui diritti delle donne e di vigilanza sui mezzi di informazione e pubblicità, a garanzia di un trattamento conforme ai valori costituzionali e alla dignità personale delle donne”.
A New York la presidenza della Commissione sulla condizione femminile dell’Onu ha accolto il 31 ottobre una delegazione della stessa Staffetta dell’Udi e ricevuto le istanze portate dalle delegate italiane che hanno chiesto: una legislazione di contrasto alla violenza sulle donne e al femminicidio che non conosca confini, una destinazione da parte di tutti i Paesi di risorse permanenti per favorire i cambiamenti culturali necessari per una convivenza di genere nel rispetto delle reciproche differenze, un permanente obbligo di formazione e aggiornamento di tutti i soggetti che operano nelle azioni di contrasto alla violenza e una condivisione e adozione da parte di tutti i Paesi occidentali della risoluzione del Parlamento europeo del 3 settembre 2008, sull’impatto di marketing e pubblicità a tutela della dignità della donna.

